Koulibaly, squalifica confermata: non sono stati presi in considerazione i cori razzisti

di Redazione | 18/01/2019

Koulibaly
  • Koulibaly era stato squalificato per due giornate per aver applaudito polemicamente l'arbitro

  • Il Napoli aveva fatto ricorso, ma non è stato accolto

  • Non riconosciuta l'attenuante dei cori razzisti

Alla fine, Kalidou Koulibaly resterà fuori anche contro la Lazio. Non è stata accolta dalla Procura Federale della Figc il ricorso del Napoli contro la squalifica di due giornate per il difensore senegalese. La società, infatti, aveva chiesto una riduzione della sanzione, vista e considerata la circostanza specifica in cui Koulibaly aveva messo in pratica il suo comportamento scorretto (un applauso di scherno nei confronti dell’arbitro Mazzoleni, dopo l’ammonizione ricevuta).

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Squalifica Koulibaly confermata

Koulibaly, infatti, era stato preso di mira – per tutta la partita contro l’Inter – da cori e insulti razzisti da parte dei tifosi di casa. La normativa è stata applicata in punta di regolamento. Per un comportamento del genere, infatti, la sanzione è appunto quella di due giornate di squalifica (una delle quali, tra l’altro, era già stata scontata dal difensore senegalese).

Non riconosciuta l’attenuante dei cori razzisti

Tuttavia, l’avvocato del club partenopeo Mattia Grassani aveva insistito sull’eccezionalità della circostanza: Kalidou Koulibaly sarebbe stato condizionato, secondo quanto sostenuto dal Napoli, dal clima di ostilità che aveva percepito nei suoi confronti. Addirittura, il club azzurro era intervenuto in procura portando lo stesso difensore, accompagnato dal presidente Aurelio De Laurentiis.

Il dibattimento è durato circa 45 minuti, ma non ha prodotto gli effetti sperati. Sin da subito, infatti, il club aveva fatto filtrare un certo pessimismo sulla riduzione della squalifica. Dunque, non è stata presa in considerazione l’attenuante dei cori razzisti e la sentenza sarà destinata a lasciare un lungo strascico di polemiche. La comunità sportiva, e non solo, è pronta a dividersi tra chi è a favore dell’applicazione alla lettera del regolamento e chi, invece, pensa che – in queste circostanze – sia da utilizzare un diverso metro di giudizio per mandare un messaggio alle tifoserie violente.