Travaglio e i vaccini obbligatori: «Non bisogna confondere scienza e politica»

di Redazione | 16/01/2019

Travaglio
  • Da qualche giorno, dopo il patto per la Scienza voluto da Burioni e sottoscritto da Renzi e Grillo, si è riacceso il dibattito sui vaccini

  • Travaglio sul Fatto rispondendo a un medico ribadisce la sua posizione: «Non bisogna confondere scienza e politica»

  • «Più informazione, meno costrizione», scrive il direttore

Non si placa il dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini, riacceso negli ultimi giorni dopo la sottoscrizione da parte di Beppe Grillo e Matteo Renzi di un patto per la Scienza proposto dal virologo Roberto Burioni. Una posizione critica rispetto alla linea dei 10 vaccini obbligatori, voluti dalla ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, è quella espressa Marco Travaglio, che oggi ribadisce la sua posizione rispondendo ad una lettera inviata al suo giornale.

Marco Travaglio e i vaccini obbligatori: «Più informazione, meno costrizione»

Un medico, Cesare Gentili, ha deciso di scrivere al Fatto Quotidiano per esprimere il suo disaccordo rispetto alla posizione  del direttore espressa in un recente editoriale dal titolo ‘Scienza e Fantascienza’. «Come medico – si legge nella missiva della rubrica ‘Lo dico al Fatto’ – ritengo necessaria la somministrazione dei dieci vaccini, ora obbligatori, in un Paese dove la coscienza civica e la partecipazione al bene collettivo non brillano». In particolare l’esperto cita la scarsa copertura in Italia degli screening organizzati dal Sistema sanitario nazionale per le prevenzioni delle principali neoplasie prevedibili e la bassa partecipazione a vaccinazioni gratuite e non obbligatorie. «Maggiore è l’adesione alle iniziative di salute pubblica, maggiore è il beneficio per l’intera popolazione», dice il medico.

Il mio articolo – è invece la risposta di Travaglio – intendeva «distinguere ciò che è scienza da ciò che è politica». Il direttore del Fatto  ribadisce che la sua opinione è «più informazione, meno costrizione» spiegando che mentre «la scienza studia la validità o meno dei vaccini e dovrebbe anche  informare più compiutamente e liberamente i pazienti sulle possibili reazioni avverse», la politica «decide, discrezionalmente, sulla obbligatorietà o sulla facoltatività dei medesimi». Per Travaglio la «caccia alle streghe» dopo l’approvazione del decreto Lorenzin sui vaccini «confonde i due piani». Poi conclude: «Per fortuna l’appello per la Scienza è stato promosso anche dal prof. Silvestri, che sostiene i vaccini ma contesta la loro obbligatorietà. A riprova del fatto che un conto è la scienza, un altro la politica».

(Foto di copertina Zumapress da archivio Ansa: Daniela Parra Saiani / Pacific Press via ZUMA Wire)