Christian Raimo e altri ‘intellettuali di sinistra’ rivendicano la libertà per Cesare Battisti

di Enzo Boldi | 14/01/2019

Cesare Battisti, Christian raimo
  • Dopo l'arresto di Cesare Battisti in Bolivia, alcuni 'intellettuali di sinistra' hanno rilasciato dichiarazioni controverse

  • Christian Raimo, assessore alla Cultura nel Comune di Roma, si è detto contro il carcere

  • Marco Ferrando ha parlato di amnistia per il terrorista dei Pac e di propaganda governativa

«Non ho mai festeggiato per la galera a qualcuno. Per me l’ergastolo andrebbe abolito, per me andrebbero abolite le galere». Così scrive su Facebook Christian Raimo, scrittore e assessore alla cultura del III Municipio del Comune di Roma in merito alla cattura ed estradizione di Cesare Battisti, il terrorista legato ai Pac (Proletari armati per il Comunismo) fermato nella notte tra sabato e domenica in Bolivia dopo la sua fuga – una delle tante – dal Brasile. Un post che ha attirato l’attenzione di molti, sia per la delicatezza del tema che per i risvolti politici che il suo arresto ha generato, aumentando quel senso di dissolvenza che mette a confronto i cosiddetti ‘intellettuali di sinistra’ e il resto degli italiani.

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Una presa di posizione netta che ha provocato le ire di molti utenti che hanno invaso il profilo di Christian Raimo con commenti certamente poco oxfordiani: da chi lo critica e ribadisce le ‘colpe’ degli intellettuali di sinistra per questi quasi 28 anni di latitanza ‘protetta’ di Cesare Battisti, a chi augura la morte all’assessore e a qualche suo familiare.

Christian Raimo in difesa di Cesare Battisti

Nel suo post su Facebook, Christian Raimo ricorda quando, ormai 14 anni fa, aveva firmato un appello per la liberazione di Cesare Battisti, ribadendo la sua posizione – in linea generale – contro l’ergastolo e contro qualsiasi forma di interdizione carceraria. Tra i tanti nomi citati nella sua battaglia contro le condanne alla galera, c’è anche quello di Fabrizio De André.

«Si può rivendicare di essere esseri umani complessi – scrive ancora Christian Raimo su Facebook -, che hanno a cuore il valore della storia, della riflessione politica, e che, con una responsabilità istituzionale, o con un ruolo da intellettuali, non trasformano la storia di un paese in una faida di vendette incrociate». Parole che vanno in contrasto con l’entusiasmo per la cattura di Cesare Battisti e che hanno scatenato del vero e proprio tiro al bersaglio contro l’assessore alla cultura del III Municipio di Roma.

Le minacce sotto al suo post Facebook

In molti hanno sottolineato come l’uso del condizionale – nella frase «quelle che sarebbero le vittime di Battisti» – sia una contraddizione della realtà; altri proseguono chiamandolo ‘idiota’ (nei commenti più soft). Infine c’è chi, ricordando i familiari delle vittime di Cesare Battisti, augura a Raimo la morte del padre. L’assessore alla cultura del III Municipio capitolino, a queste minacce, ha risposto con un altro post su Facebook che continua ad attirare molte reazioni.

Il dietrofront parziale di Raimo

Intervistato da Open, Christian Raimo è poi tornato a parlare di quell’appello firmato nel 2004: «Io firmai il documento, ma oggi non so se lo rifarei. Sicuramente promuoverei in Italia una riflessione su quella stagione di violenza politica, che ha contribuito anche al giudizio penale e politico su Cesare Battisti». Parlando ancora della condanna al carcere per Battisti: «Penso che la riflessione e l’azione rispetto a Battisti debbano comprendere altre forme di giustizia storica e penale. Forse l’amnistia, ma soprattutto collocare il suo caso in una discussione più generale».

Anche Marco Ferrando propone l’amnistia

Ma in questa battaglia ‘a favore’ di Cesare Battisti Christian Raimo non è solo. Anche Marco Ferrando, portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori, ha commentato così – all’AdnKronos – l’arresto e l’estradizione del terrorista italiano: «La soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia. Nessun elemento di enfasi, di gioia o di solidarietà verso un governo reazionario come quello di Salvini e Di Maio. Da parte del governo c’è il tentativo di sfruttare questa cosa come occasione propagandistica».

(foto di copertina: da Facebook di Christian Raimo)