La svolta di Di Maio e Di Battista: il M5S verso le Europee senza attacchi ‘sovranisti’

di Redazione | 14/01/2019

di maio
  • Il M5S si prepara alle Elezioni Europee di fine maggio con un cambio di strategia

  • Di Maio e Di Battista sono intenzionati a limitare gli attacchi 'sovranisti' per arginare Salvini senza inseguirlo a destra

  • La nuova linea sarebbe stata messa a punto con la macchina della comunicazione della Casaleggio Associati

È tempo di mettere a punto la strategia per le Elezioni Europee di fine maggio. E il Movimento 5 Stelle si prepara a un cambio di rotta rispetto ai tempi cavalcati nei primi sette mesi di governo con la Lega. Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sarebbero infatti intenzionati a mettere da parte la linea nettamente sovranista che ha avvicinato il M5S a Matteo Salvini e tentare di arginare il ministro dell’Interno senza inseguirlo a destra. A raccontarlo è oggi il quotidiano Repubblica (articolo di retroscena di Annalisa Cuzzocrea).

Di Maio, Di Battista e la strategia per le Europee: meno sovranismo

I due principali esponenti del Movimento, che sui social si sono presentati insieme già a Capodanno, stanno definendo la strategia con i vertici della macchina della comunicazione M5S, con Pietro Dettori, Cristina Belotti, Rocco Casalino e Davide Casaleggio, accantonando l’idea di rilanciare i temi dell’asse che unisce Salvini ai movimenti della destra radicale di mezza Europa, alla francese Marine Le Pen, al polacco Jarosław Kaczynski, allo svedese Jimmie Akesson e all’olandese Geert Wilders.

L’obiettivo è insomma, spiega Repubblica, quello di puntare su un’Europa politica attaccando la finanza, le banche, i burocrati, ma sembrando trasversali, senza restare ancorati, come la Lega, alle forze della destra nazionalista o alla sinistra populista. Come spiega Repubblica, il M5S dovrebbe provare anche a far proprie le istanze dei gilet gialli in Francia, anche se un primo tentativo non è andato a buon fine. Di Battista dovrebbe tornare ad attaccare Autostrade e il gruppo Benetton. Tra i tempi più cari per il M5S ci saranno democrazia diretta e costi della politica. Probabile anche la proposta di tagli alle burocrazie di Strasburgo e Bruxelles. Non è esclusa quella di una sforbiciata agli stipendi degli europarlamentari.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)