Luigi Di Maio e il disappunto per Grillo dalla parte di Burioni

di Redazione | 11/01/2019

Di Maio contro Grillo
  • Beppe Grillo ha sottoscritto il patto per la scienza di Roberto Burioni

  • La base no-vax che faceva riferimento al Movimento 5 Stelle si è opposta

  • Luigi Di Maio sarebbe molto arrabbiato con il fondatore

Si sarebbe sentito tradito dalla mossa del padre fondatore del Movimento 5 Stelle. I retroscena dei giornali di oggi raccontano di un Luigi Di Maio contro Grillo per il suo appoggio al manifesto per la scienza proposto da Roberto Burioni, l’immunologo del San Raffaele che da sempre si è speso nella lotta per una corretta informazione sui vaccini. Il capo politico del Movimento 5 Stelle sarebbe stato informato dai suoi collaboratori della pioggia di commenti no-vax che hanno attaccato Beppe Grillo e il suo partito politico di riferimento.

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Di Maio contro Grillo sui vaccini e l’adesione a Burioni

«Va bene l’appello alla scienza, ma con Burioni no…» – è la frase riportata da diversi retroscena sui principali quotidiano nazionali. Nel Movimento 5 Stelle, inoltre, sono in tanti i rappresentanti istituzionali che hanno accusato il colpo e qualcuno fa dell’ironia anche sul ruolo che avrà adesso Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio che da sempre si è battuto per la causa no-vax.

Beppe Grillo aveva replicato alle accuse nei suoi confronti, bollando sostanzialmente i contestatori con l’aggettivo «terrapiattisti». Un nuovo modo di prendere le distanze dalla base no-vax da paret del fondatore del Movimento. Un nuovo modo, contemporaneamente, di segnare ancora una volta di più la sua diversità nei confronti di un partito che sta andando in una direzione completamente opposta rispetto al Movimento delle origini.

Di Maio contro Grillo, la replica di Burioni

La notizia del disappunto di Di Maio è stata commentata sui social network anche dall’immunologo Roberto Burioni che, nella giornata di ieri, aveva ricevuto delle parole di apprezzamento all’unisono per la sua capacità di rendere trasversale dal punto di vista politico il dibattito sulla scienza in Italia.

La citazione è tratta dal film omonimo di Renzo Arbore, con Roberto Benigni tra gli interpreti. Un modo ironico per sottolineare il cambiamento dei rapporti tra Beppe Grillo e il suo ex delfino Luigi Di Maio.