Salvini lo dice apertamente: «Di Maio e Fico parlino pure, ma alla fine decido io»

di Redazione | 06/01/2019

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  • Matteo Salvini conferma la linea dura del governo sui migranti e marca le distanze dal Movimento 5 Stelle

  • «Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista, ma alla fine decido io», ha detto

Matteo Salvini non usa mezze misure per evidenziare che in materia di accoglienza e immigrazione, la sua, quella della Lega, è la voce che ha maggior peso all’interno della maggioranza di governo. In un colloquio con il quotidiano Il Messaggero il vicepremier e ministro dell’Interno ha ribadito la linea dura dell’esecutivo sulla vicenda della Sea Watch sottolineando anche le distanze dagli alleati del Movimento 5 Stelle, che chiedono di accogliere almeno donne a bambini che si trovano a bordo della nave.

Migranti, Salvini: «Di Maio, Fico e Di Battista parlino pure, ma decido io»

«In Italia – ha affermato Salvini – non arriva proprio nessuno. Porti chiusi, sbarrati. Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io». «Io – ha proseguito ancora il segretario della Lega – lavoro per non far partire le donne, i bambini e tutti gli altri dai loro Paesi, e per evitare il rischio che muoiano nel deserto o nel Mediterraneo. L’Italia è stata troppo a lungo un porto aperto, mentre l’Europa se ne infischiava dei migranti e ci derideva. Ora basta. Non si possono fare concessioni sui principi e il principio è che qui, se non attraverso i corridoi umanitari e in maniera controllata e legale, non entra più nessuno. Questa è la linea e non si cambia».

Secondo Salvini non c’è nessun pericolo per la tenuta del governo, perché quella con Di Maio è «una coabitazione che funziona. E sono contento che sia tornato Di Battista dalla sua vacanza, così ci dà una mano. Ognuno dice la sua ma intanto facciamo tante cose insieme, e più di quelli che ci hanno preceduto. Non c’è niente di male ad avere qualche opinione diversa, questa è la politica», «da solo non sarei riuscito a fare quello che stiamo facendo insieme ai 5 Stelle». Sul decreto sicurezza, «per qualcuno che protesta, invece di amministrare le proprie città, ce ne sono molto altri, la maggioranza, e di ogni colore politico, che con molto realismo e buon senso ha capito che si tratta di provvedimenti capaci di rendere più facile il loro lavoro e più sicura la vita di tutti. Solo chi è prevenuto non lo sa». Salvini dice che non andrà a Palazzo Chigi a incontrare i sindaci insieme al premier Giuseppe Conte, «non si può parlare con chi non conosce la materia. Si vede che alcuni sindaci, al contrario di tanti altri, non hanno letto il decreto. Sennò non direbbero quello che dicono».

(Foto di copertina da archivio Ansa: i due vicepremier Salvini e Di Maio durante la riunione sulle emergenze eruzione e terremoto nella prefettura di Catania, il 27 dicembre 2018. Credit immagine: ANSA / ORIETTA SCARDINO)