La Lega dice no al taglio degli stipendi dei parlamentari perché deve recuperare i 49 milioni

di Enzo Boldi | 03/01/2019

Lega, Matteo Salvini
  • La Lega preferirebbe una riduzione del numero dei parlamentari al taglio degli stipendi

  • Deputati e senatori del Carroccio versano ogni mese una parte dell'indennità in un fondo comune

  • La cassa serve per restituire i 49 milioni di euro allo Stato italiano

Il tira e molla nella maggioranza sul taglio degli stipendi dei parlamentari di Camera e Senato sembra avere delle radici molto profonde, che hanno il sapore del ricatto tra chi, il Movimento 5 Stelle, sente messa a repentaglio la propria leadership (in termini di percentuale di apprezzamenti elettorali) e chi, la Lega, deve fare i conti con il passato e con alcune sentenze. Ed ecco che, come svela Il Corriere della Sera, anche se tutto questo era già noto ai più, emerge il vero motivo di questa visione distonica sul taglio agli emolumenti: ogni mese i parlamentari del Carroccio versano una parte del proprio stipendio sul fondo creato ad hoc per restituire quei famosi 49 milioni di euro allo Stato italiano.

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Un segreto di Pulcinella che il Movimento 5 Stelle sta utilizzando per mettere alle corde la Lega. Fu lo stesso Matteo Salvini a dichiarare lo scorso 19 settembre su La7, la creazione di un fondo per la restituzione dei soldi ottenuti da quel finanziamento pubblico illecito incassato dal Carroccio tra il 2008 e il 2010. «Pagheranno i parlamentati che ogni mese tireranno fuori il cash – disse il ministro dell’Interno, rispondendo a una domanda di Aldo Cazzullo -, per errori eventualmente commessi nella Lega Nord dieci anni fa».

I parlamentari della Lega e il fondo per i 49 milioni

E ogni mese, da quando è arrivata la sentenza che obbliga il Carroccio a restituire quei 49 milioni in comode rate da 100mila euro ogni bimestre, i parlamentari in quota Lega versano circa il 25% della propria indennità in questo fondo comune da cui, ogni due mesi, viene prelevata la cifra sentenziata. Per questo motivo, la proposta di tagliare gli stipendi dei parlamentari non viene vista di buon occhio da Matteo Salvini e dal suo partito e da qui la controproposta di pensare al ridurre non gli emolumenti, ma il numero di deputati e senatori, per avere comunque più ossigeno nelle proprie casse.

La mossa grillina per mettere in difficoltà Salvini

Le difficoltà della Lega sembrano essere miele per il Movimento 5 Stelle che, da alcuni mesi a questa parte, sembra aver perso il proprio appeal (comunque ancora forte rispetto alle altre sparute forze di opposizione) nei confronti dell’elettorato. Più che una reale esigenza del Paese e più che rispettare una promessa elettorale, la mossa dei grillini sembra voler essere una prova di forza nei confronti dell’alleato di governo. Un mostrare i muscoli spingendo sul nervo scoperto della Lega.

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

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