Il Bruzio è la nuova moneta che si usa a Cosenza

di Redazione | 02/01/2019

Bruzio
  • Il Bruzio è la moneta parallela del comune di Cosenza

  • Una misura di welfare per le persone meno abbienti

  • In Italia ci sono altri 11 casi di valute parallele: non tutti sono stati dei successi

Si va ad aggiungere alle altre valute parallele che vengono utilizzate, attualmente, in undici regioni diverse. L’ultimo esperimento, ad esempio, era stato quello proposto e lanciato da Luigi De Magistris per Napoli. Ora, è Cosenza a sperimentare la via del Bruzio. Si tratta di un conio parallelo all’euro (che non vuole e non può ovviamente sostituirlo) dal valore nominale di 20 euro, che il comune della cittadina calabrese eroga come aiuto e supporto per i poveri.

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Bruzio, la nuova moneta di Cosenza

Lo ha fortemente voluto il sindaco Mario Occhiuto, che lo ha presentato lo scorso 21 dicembre e  che lo ha definito un’operazione di welfare distributivo, ma anche di innovazione e di marketing culturale. Il funzionamento è simile a quello delle altre monete alternative presenti in Italia, come il Sardex o il Valtex: una rete di operatori commerciali – negozi o imprese – aderisce all’iniziativa lanciata dall’amministrazione comunale e accetta di ricevere queste monete dal valore di 20 euro, per poi effettuare un cambio esatto presso le casse del municipio: il tutto deve concretizzarsi non prima del 1° luglio 2019 e non oltre il 31 dicembre 2019, data oltre la quale il Bruzio non sarà più rimborsabile.

La moneta è in argento 800, ha 26 millimetri di diametro e 9,5 grammi di peso: su un lato si staglia lo stemma della città di Cosenza, mentre dall’altra parte di vede il volto di Federico II di Svevia, che ha un legame molto particolare con questa terra.

Come funziona il Bruzio e come ci guadagna il comune

«Gli operatori commerciali che hanno aderito non sono solo i supermercati, ma ci sono anche attività importanti ed essenziali come farmacie e centri diagnostici e contiamo – ha detto il sindaco di Forza Italia Occhiuto – anche di implementare queste misure di welfare distributivo a sostegno delle persone svantaggiate con l’emissione di altre monete, grazie anche al risparmio che sarà realizzato in sede di rimborso che sicuramente non sarà riferito a tutte le monete emesse. C’è, infatti una grande attenzione da parte di collezionisti e cittadini che intendono conservare queste monete».

Ma, al di là dei collezionisti, la moneta cittadina erogata dal comune avrà come platea privilegiata quella dei meno abbienti che, in questo modo, potranno ottenere un supporto sociale nelle spese di tutti i giorni. Funzionerà o sarà destinata a restare l’ennesimo esperimento di valuta parallela non proprio riuscito?

[FOTO: Ufficio Stampa del Comune di Cosenza]

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