Travaglio e i suggerimenti al Pd su come tornare al governo

di Enzo Boldi | 27/12/2018

Marco Travaglio
  • Marco Travaglio torna a parlare del Pd e gli dà consigli per la rinascita

  • Nicola Zingaretti è considerata la guida migliore. O, almeno, il male minore

  • I dem sono l'unica forza di opposizione dopo la sparizione del centrodestra

Nel suo editoriale su Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio torna a parlare del Partito Democratico da un punto di vista politico. Il titolo del suo articolo è emblematico, «Il ritorno degli zombie», e dà alcuni consigli al Pd per la sua rinascita in vista delle primarie per la scelta del nuovo segretario. La figura ideale per la guida dei nuovi dem, per il direttore, è Nicola Zingaretti, l’unico in grado di «scansare i manganelli renziani». Poi indica tre vie che potrebbero portare il Partito, attualmente senza guida, a recuperare i favori di quegli elettori non convinti da M5S e Lega.

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Tra i tre itinerari da seguire c’è la scelta dell’attuale governatore della Regione Lazio per la guida del partito. «Il timido pragmatismo di Zingaretti, che già quest’estate (con largo anticipo sui Gilet gialli) – scrive Travaglio nel suo editoriale – ha archiviato il mito farlocco di Macron e lanciato prudenti segnali al mondo 5Stelle: cioè si è posto, con tutte le cautele del caso per scansare i manganelli renziani, il problema fondamentale delle alleanze future».

Travaglio indica Zingaretti come guida ideale del nuovo Pd

Ma non solo Zingaretti. Il Pd, secondo Travaglio, deve trovare la strada giusta per recuperare consensi in quei 5-6 milioni di italiani che hanno scelto di non seguire il Movimento 5 Stelle e la Lega. I dem, infatti, sono l’unica forza di opposizione in grado di poter contrastare l’ascesa dei due partiti alla guida del Paese dato che il centrodestra, ormai, non esiste più e la figura di Silvio Berlusconi che «non sa cosa sia».

Zingaretti, il Partito della Nazione renziano e Martina

Il Pd, con il prossimo Congresso in cui sarà scelta la sua nuova leadership, oltre a Zingaretti ha altre due opzioni: scegliere «il Fronte Repubblicano, ultimo travestimento del Partito della Nazione renziano, cioè l’ammucchiata sognata dall’Ancien Régime», oppure optare per «l’isolazionismo minoritario, settario e inconcludente incarnato da Martina, che non guarda a destra, ma condivide col Fronte Repubblicano la lettura del 4 marzo». Perché da oltre nove mesi i dem si sono persi nel buio, ma nel 2019 potrebbero tornare a vedere la luce oltre la siepe.

(foto di copertina: ANSA/Riccardo Dalle Luche)