L’«algoritmo Di Maio-Salvini» su Facebook è alla base del loro successo

di Gianmichele Laino | 19/12/2018

algoritmo Di Maio-Salvini

Quello che risulta evidente a tutti è stato anche studiato attentamente dall’Univeristà di Pisa. E il quotidiano britannico The Guardian ha subito approfondito l’argomento. C’è una sorta di algoritmo Di Maio-Salvini su Facebook che ha favorito in qualche modo la loro ascesa politica? La risposta è sì. Dal 2018, quando cioè il social network ha cambiato profondamente il suo algoritmo penalizzando le notizie (tutte e indistintamente, non soltanto le fake news), l’engagement delle pagine Facebook di Salvini e Di Maio è cresciuto a dismisura.

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Algoritmo Di Maio-Salvini su Facebook: esiste?

Tra i 25 post politici di maggior successo in Italia, ci sono – a pari merito – quelli di Salvini e di Di Maio che hanno raggiunto la cifra astronomica di 7,8 milioni di interazioni. Segue, più distanziata, Giorgia Meloni, leader di un altro partito populista, con 2,6 milioni. Più indietro Matteo Renzi (1,5 milioni), mentre ci sono percentuali insignificanti per Silvio Berlusconi (600mila) e Pietro Grasso (300mila).

Già solo comparando questi dati con l’esito delle elezioni politiche del 4 marzo, si noterebbe una certa sovrapposizione. Ma lo studio, ovviamente, è stato più approfondito e ha cercato di determinare i fattori scatenanti di questo cambiamento di verso della politica italiana e non solo, dal momento che lo stesso meccanismo sta dietro anche alla protesta dei gilet gialli in Francia.

Come funziona la nuova comunicazione politica

I post che fanno più rumore sono quelli in cui Salvini e Di Maio si mostrano in video, spesso fornendo anche notizie inesatte (come quella, data da Salvini, di un suo discorso all’Europarlamento censurato dai media sui migranti) oppure offrendo al pubblico contenuti leggeri. Un post di Matteo Renzi con una torta di compleanno ottenne un successo clamoroso ed era stato lo stesso senatore del Pd a intuire la portata di quel cambiamento: «È come – diceva – se le persone stessero alla stessa tavola del presidente del Consiglio».

Evidentemente, però, la sua comunicazione non è più andata in quella direzione. Sono stati Di Maio e Salvini ad approfittarne. Ecco perché postano in continuazione le loro merende o si prodigano nelle dirette sui social media. Facebook in particolare ha cambiato i connotati della politica mondiale. Quello che può essere battezzato l’algoritmo Di Maio-Salvini sta influenzando la nostra percezione della storia. E non è un bene.