Rai, arriva l’esposto contro la nomina dei vicedirettori dei Tg

di Enzo Boldi | 18/12/2018

Rai
  • Il deputato del Pd Michele Anzaldi presenta un doppio ricorso contro le nomine dei vicedirettori Rai

  • Tredici nuove figure che cozzano con il piano di taglio del budget

  • Due vicedirettori sollevati dalla carica continueranno a rimanere nell'azienda pubblica

I conti non tornano in casa Rai. Le nomine di vicedirettori dei telegiornali e radiogiornali dell’emittente pubblica potrebbero provocare un terremoto che rivoluzionerebbe quanto deciso dal consiglio di amministrazione di viale Mazzini. Il deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi, infatti, ha scritto un esposto indirizzato alla Corte dei conti e all’Anti Corruzione per fare luce sulle 29 nomine della scorsa settimana e sui numeri che non tornano.

LEGGI ANCHE > Di Maio chiede alla Rai di fare spazio sulla banda 700, dove la tv pubblica non ha frequenze

«Il 13 dicembre l’amministratore delegato della Rai ha comunicato al consiglio di amministrazione la nomina di 29 (ventinove) vicedirettori nelle testate giornalistiche Tg1, Tg2, Tg3, Tgr (Testata giornalistica regionale) e Giornale Radio e di un condirettore alla Tgr, determinando tra l’altro un significativo aumento degli organigrammi precedenti (+25%) in assenza di apprezzabili modifiche organizzative». Al netto di tutto ciò, quello che non torna è l’austerity a cui la Rai è stata chiamata dopo il taglio dell’extragettito derivante dal canone.

L’esposto di Anzaldi contro le nomine dei vicedirettori dei tg Rai

«Nella stessa seduta consiliare l’amministratore delegato (Fabrizio Salini, ndr) annunciava importanti tagli al  budget di produzione delle reti, come conseguenza della decisione del governo di non corrispondere alla Rai per il 2019 l’extragettito da canone». Aggiungere 13 persone – dato che tra i vicedirettori ne sono stati confermati 16 – sembra cozzare con l’esigenza di ridurre i costi dell’emittente pubblica.

Che fine faranno i due vicedirettori sollevati?

L’attenzione di Michele Anzaldi cade (anche) sul ruolo di altri due ormai ex vicedirettori che sono stati sollevati dalla loro carica, rimanendo però all’interno della Rai e, quindi, con un peso sulle casse dell’emittente pubblica. «Non è stata affidata alcuna funzione operativa ai vicedirettori non confermati – scrive ancora il deputato Pd -, che vanno così ad aggiungersi agli altri dirigenti giornalisti senza incarico perché non ricollocati». Con questo doppio esposto, si chiede la verifica di eventuali violazioni della Convenzione fra il ministero dello Sviluppo Economico e la Rai, del Contratto di servizio, il Piano di prevenzione della corruzione e il Piano per la trasparenza.

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)