Gilet gialli, il populismo che non ha rispetto nemmeno dell’Arco di Trionfo

di Gianmichele Laino | 02/12/2018

Arco di Trionfo

Il populismo è davvero la nuova barbarie. Così i gilet gialli, che ieri hanno messo a ferro e fuoco la città di Parigi per l’ennesima protesta contro il caro carburante, si sono permessi il lusso di imbrattare con scritte di vernice l’Arco di Trionfo, uno dei monumenti simbolo della Francia intera. Oltre 95 feriti negli scontri con la polizia per le strade della metropoli, 220 le persone fermate.

LEGGI ANCHE > I gilet gialli vanno fortissimo su Porn Hub

Arco di Trionfo imbrattato dalla protesta dei gilet gialli

Il giorno dopo, Parigi mostra le sue ferite, alcune delle quali – le più dolorose – dipinte sul muro dell’Arco di Trionfo. Scritte che inneggiano al movimento dei Gilet Jaunes, simbolo della protesta che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia, insulti a Emmanuel Macron che sta cercando di opporre indifferenza e pugno duro nei confronti delle decine di migliaia di manifestanti che stanno scendendo in piazza in tutto il Paese. C’è questo – tra il rosso, il nero e il giallo fluo – sul muro del monumento voluto da Napoleone Bonaparte, innalzato nel 1806 per celebrare il trionfo di Austerlitz.

L’Arco di Trionfo sarà anche il simbolo di una pagina dolorosa della storia dell’Europa. Versare il sangue durante una guerra e celebrarlo non è mai un aspetto positivo. Ma nel corso del tempo, è diventato uno dei monumenti più visitati, di maggior pregio della Francia e dell’Europa intera. Una di quelle pietre davanti alle quali non si può far altro che nutrire un certo timore reverenziale.

Invece, il populismo azzera il rispetto, abbatte qualsiasi barriera, anche quella della decenza. Le scritte sull’Arco di trionfo sono simboliche e anche il loro significato lo è. C’è un codice e una cultura anche nella protesta, a prescindere da quali siano le sue motivazioni. La ferocia del populismo di oggi – che non ha una base culturale e che, pertanto, non conosce questo codice – non guarda in faccia a niente e nessuno. Siamo in un clima da tardo impero. A quei tempi, i barbari erano alle porte dell’Europa. Oggi ne hanno già conquistato il cuore.