Il papà di Luigi Di Maio: «Ho sbagliato io, lui non c’entra nulla»

di Enzo Boldi | 30/11/2018

Ardima srl in liquidazione
  • Parla Antonio Di Maio, padre del leader del Movimento 5 Stelle

  • Scagiona il figlio da qualsiasi responsabilità su ciò che accadeva nella sua azienda edile

  • Il vicepremier era un ottimo operaio, serio e onesto lavoratore

«Le mie colpe non possono ricadere su Luigi». Così parla Antonio di Maio, padre del leader M5S Luigi, finito nel mirino dopo l’inchiesta de Le Iene che ha portato alla luce alcune assunzioni «in nero» per alcuni operai della sua azienda edile, l’Ardima Srl. In un’intervista al Corriere dell Sera, Di Maio senior confessa i suoi errori, scagionando il figlio da qualsiasi responsabilità e spiegando come il vicepremier fosse all’oscuro di tutto perché in famiglia non si è mai parlato di ciò che accadeva in azienda.

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«Hanno attaccato Luigi con una ferocia inaudita – spiega Antonio Di Maio al Corriere – ed è questa la cosa che più mi dispiace. Lui, però, non ha la minima colpa dato che non era a conoscenza di nulla. Le mie responsabilità non possono ricadere sui miei figli. Vorrei tornare indietro, ma non si può». Un mea culpa in difesa del figlio che, invece, nei giorni scorsi lo aveva scaricato accusandolo pubblicamente.

«Lasciate stare mio figlio»

L’Ardima srl, società della famiglia Di Maio, ha vissuto fasi alterne e i momenti bassi erano tenuti nascosti. «Come papà ho sempre cercato di tutelare la mia famiglia – racconta il padre di Luigi Di Maio -. Ho affrontato i momenti difficili da solo, senza parlarne con i miei familiari perché non volevo si preoccupassero. Quando si commettono errori, si tende a nasconderlo ai propri figli per paura che possano perdere la loro stima per te. Sono pronto a pagare per i miei errori, ma i miei figli devono essere lasciati in pace».

Il passaggio in cantiere di Luigi Di Maio

Poi il racconto sul perché abbia deciso di nominare Luigi Di Maio socio dell’Ardima Srl quando era già sceso in politica. «Tenevo molto a questa società – spiega il padre del leader M5S -. Volevo lasciare qualcosa ai miei figli e poi Rosalba stava per diventare architetto. Luigi non ha mai gestito questa azienda, ne era solo socio. Ha lavorato per me da febbraio a maggio 2008, poi in qualche estate mi ha accompagnato nei cantieri. Da manovale era un ottimo e serio lavoratore».

(foto di copertina: ANSA/ CLAUDIO LATTANZIO)