Vittorio Sgarbi indagato: opere contraffatte vendute come originali

di Gaia Mellone | 29/11/2018

  • Sequestrate 250 opere dal valore di 30 milioni di euro alla fondazione Archivio Gino De Dominicis, presieduta da Vittorio Sgarbi

  • L'indagine condotta dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è durata tre anni sviluppandosi in tutta Italia

  • Il critico d'arte difende se stesso e le opere vendute: «Tutto questo è Pirandelliano e grottesco»

Le opere d’arte venivano vendute a cifre strabilianti, peccato che fossero false. I carabinieri a tutela del patrimonio culturale hanno oggi eseguito 4 provvedimenti di misura cautelare presso la Fondazione Archivio Gino De Dominicis, presieduta da Vittorio Sgarbi, anche lui indagato.

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Sequestrate 250 opere contraffatte dal valore di 30 milioni di euro

Due persone sono finite agli arresti domiciliari, mentre ad altre due è stato imposto il divieto temporaneo di esercizio presso la fondazioneArchivio Gino De Dominicis dove sono state sequestrate 250 opere dal valore complessivo di 30 milioni di euro, per richiesta del pm Laura Condemi. Le accuse mosse contro i 23 indagati sono di associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte e ricettazione. Tra questi spicca il nome di Vittorio Sgarbi. Da quanto emerso durante l’indagine dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Sgarbi avrebbe autenticato diverse opere false. Un’indagine giudicata dagli investigatori «particolarmente articolata e complessa», tanto che dura da tre anni e si è sviluppata attraverso l’intero territorio nazionale. Secondo gli inquirenti, mediante la fondazione gli indagati sarebbero riusciti ad immettere numerose opere d’arte contraffatte all’interno dei canali leciti e regali del mercato di arte contemporanea. Sarebbe stato ritrovato anche diverso materiale atto alla falsificazione: le opere infatti venivano corrente di fraudolente certificazioni di autenticità.

Vittorio Sgarbi indagato: «Quelle opere sono tutte vere, inchiesta da dilettanti»

Sentito dall’AGI, Vittorio Sgarbi ha commentato l’accaduto definendolo «Pirandelliano e grottesco». «Siamo al livello più basso della capacità di un organo di garanzia e di tutela culturale, quelle opere sono tutte vere» ha aggiunto, difendendo il suo lavoro di critico d’arte e la fondazione Archivio Gino De Dominicis di Roma da lui presieduta. L’inchiesta sarebbe stata condotta con «dilettantismo e pressapochismo» ha continuato Vittorio Sgarbi, difendo la veridicità delle opere vendute: «Quelle sono tutte opere originali. I carabinieri hanno sequestrato opere vere senza individuare un falsario e c’e’ un magistrato che gli ha dato corda». Il sequestro sarebbe stato fatto «in nome della seduzione amorosa di una persona che si è ritenuta l’unico erede e ha deciso di togliere la potestà di giudizio mia e di altri» ha concluso.

(Credits immagine di copertina: .ELISABETTA BARACCHI/ANSA)