Arezzo, Fredy Pacini viveva da quattro anni nel suo capannone da gommista

di Gianmichele Laino | 28/11/2018

Fredy Pacini
  • Fredy Pacini ha ucciso il ladro che ha cercato di intrufolarsi nella sua azienda

  • Viveva nel capannone dove ha sede la sua attività da gommista

  • Aveva subito 38 furti

Davanti ai cancelli della sua azienda di rivendita gomme a Monte San Severo (in provincia di Arezzo), sono spuntati dei cartelli di supporto. Fredy Pacini è l’uomo che, nella mattinata del 28 novembre, ha ucciso un ladro che ha cercato di intrufolarsi nel suo capannone, una persona di origini moldave di 28 anni. L’uomo adesso è indagato per eccesso di legittima difesa.

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Chi è Fredy Pacini, il gommista indagato per eccesso di legittima difesa

La storia di Fredy Pacini è da sempre stata caratterizzata dai furti all’interno della sua attività. Nel corso degli anni, addirittura, ne aveva contati 38. Per questo motivo, alcune emittenti locali come Teletruria lo avevano contattato per farsi raccontare la sua storia. Freddy Pacini aveva spiegato a quelle telecamere di vivere all’interno di quel suo capannone da quattro anni, perché i furti erano diventati insostenibili.

«Gli allarmi servono fino a un certo punto – aveva detto Pacini soltanto qualche mese fa -. Infatti, se ci metto tre minuti per arrivare da casa in azienda, i ladri ci mettono la metà del tempo per entrare e portare via tutto quello che hanno tra le mani».

Fredy Pacini e la sua azienda che era diventata una casa

In effetti, le immagini della piccola televisione locale avevano mostrato le condizioni del suo capannone, diviso tra un’area lavoro e una vera e propria area living attrezzata: c’era un letto e un divano molto ampio, sul quale Fredy Pacini era solito trascorrere le sue nottate. Nella sua recente intervista a Teletruria, il gommista aveva comunque voluto ringraziare le forze dell’ordine, anche se i suoi avvocati – che questa mattina si sono immediatamente recati sul posto dell’omicidio – hanno affermato che Pacini «era stato lasciato solo a combattere quella sua battaglia».

Ora, davanti al suo capannone ci sono tanti manifestanti e sono comparsi persino diversi cartelli che hanno lanciato l’hashtag #IoStoConFredy. Il gommista, questa mattina, ha incassato la solidarietà del ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha affermato che presto ci sarà una ‘liberalizzazione’ della legittima difesa.

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