La corsa disperata della Mediterranea che cerca di salvare 120 migranti che stanno affondando

di Redazione | 24/11/2018

Mediterranea
  • Mediterranea raccoglie un sos alle 19.30 che parla del naufragio di 120 persone

  • Le navi Mar Ionio e Sea Watch si stanno recando sul posto, vicino alle coste libiche

  • Mistero sulla reazione delle autorità dello Stato africano

Il grido di dolore disperato è stato raccolto intorno alle 19.30 del 23 novembre. Poco distante dalla Libia, di fronte alla città di Zuwara, c’è un barcone con 120 migranti a bordo che rischia di affondare. Gli unici che si stanno attivando per provare a salvare vite umane sono quelli dell’equipaggio della Mar Ionio, la nave della missione Mediterranea, e quelli della ong spagnola Open Arms. Una corsa contro il tempo, visto che la situazione si annuncia drammatica.

LEGGI ANCHE > E infine restò solo la Mediterranea a salvare le vite in mare

Mediterranea, il disperato tentativo di salvare i migranti

L’arrivo delle due navi nella zona del naufragio – segnalato attraverso il servizio Alarm Phone, in grado di trasmettere tutti gli sos che vengono lanciati nel mar Mediterraneo – è tuttavia previsto per la mattina del 24 novembre, intorno alle ore 6. Le imbarcazioni, infatti, si trovavano distanti rispetto alla Libia: un intervento dallo Stato africano sarebbe stato chiaramente più semplice e immediato, ma non è avvenuto.

Cosa (non) sta facendo la Libia

O meglio: non risulta ufficialmente. Infatti, per molto tempo non c’è stata alcuna comunicazione da parte delle motovedette libiche su quanto è accaduto in quel braccio di mare e la guardia costiera dello Stato africano non ha risposto alle sollecitazioni delle navi coinvolte in questo tentativo di salvataggio. Tuttavia, la Guardia Costiera italiana, in via del tutto ufficiosa, ha affermato – secondo quanto riporta Repubblica, che ha un suo inviato a bordo della Mar Ionio – che una motovedetta libica si è recata sul luogo del naufragio.

L’allarme ci risulta cessato”, spiegano da Roma dove però non sanno dire nient’altro, nè il nome dell’imbarcazione che ha soccorso le 120 persone, nè il porto sicuro individuato per ospitare i naufraghi.

La Mar Ionio – che non è una nave di una ong – ospita volontari e persone che intendono offrire il loro contributo per salvare i migranti. Nell’equipaggio, oltre a diversi giornalisti, c’è anche il deputato di Liberi e Uguali Nicola Fratoianni. Stando a quanto si è appreso alcune delle 120 persone a bordo del barcone di migranti potrebbero già essere morte in mare. Intanto, la notte è passata.

TAG: migranti