La bufala sulle sei milioni di tessere del reddito di cittadinanza che Di Maio ha mandato a stampare

di Redazione | 23/11/2018

tessere reddito di cittadinanza
  • Luigi Di Maio ha detto a Piazzapulita che sono state mandate in stampa 5-6 milioni di tessere per il reddito di cittadinanza

  • Quest'ultima misura non è stata ancora votata

  • Quella del leader M5S sembra proprio una fake news

Luigi Di Maio lo ha detto chiaramente a Piazzapulita: «Noi abbiamo già dato mandato di stampare le prime 5-6 milioni di tessere per il reddito di cittadinanza, che saranno esattamente delle carte di credito come le altre». Lo ha affermato davanti al pubblico di Corrado Formigli che, tuttavia, ha preferito cambiare discorso quando il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico lo ha informato di questa iniziativa.

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Il video in cui Di Maio parla delle tessere reddito di cittadinanza

Qualche domanda, infatti, era necessario porla. Il reddito di cittadinanza, infatti, non è una misura operativa. Né tantomeno prevista ancora da una qualche legge o regolamento attuativo. Nella legge di bilancio del prossimo anno, infatti, c’è soltanto una cifra che al momento è destinata a questa misura, ma il reddito di cittadinanza, i criteri per la sua distribuzione, il miglioramento dei centri per l’impiego e quant’altro, non sono ancora previsti da alcun documento ufficiale approvato dal Parlamento.

Tessere reddito di cittadinanza, perché sono impossibili

Pertanto, non è possibile che il governo abbia dato mandato di stampare le tessere per il reddito di cittadinanza senza alcun provvedimento attuativo. Avrebbe commesso un abuso sul quale la Corte dei Conti dovrebbe indagare. Teoricamente, infatti, il reddito di cittadinanza non è ancora stato approvato: quindi l’eventuale esborso di denaro per le tessere sarebbe ingiustificato.

Inoltre, Luigi Di Maio parla di 5-6 milioni di tessere. Dal momento che la differenza non è tra tre o quattro – ma che oscilla di almeno un milione -, dovrebbe essere sostanziale anche la differenza di costo di una eventuale messa in stampa di un documento ufficiale in così gran copia. Il ministro, dunque, dovrebbe smentire una dichiarazione che non può trovare alcun riscontro con la realtà.

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI