L’Unione Europea ha bocciato la Manovra italiana

21/11/2018 di Enzo Boldi

La Commissione europea ha rigettato definitivamente  il documento programmatico di bilancio del governo italiano per il 2019, la cosiddetta «Manovra del popolo». La notizia è stata appresa al termine della riunione del collegio dei commissari che si era riunito questa mattina per parlare della situazione italiana. L’esecutivo comunitario ha anche adottato il rapporto sul debito, aprendo così la strada a una procedura per deficit eccessivo da portare avanti prossime settimane. In sintesi, per l’Unione europea, l’Italia sta violando il patto di stabilità.

Secondo la Commissione europea, la Manovra italiana presentata vede un «non rispetto particolarmente grave» delle regole di bilancio condivise dai membri dell’Unione. In particolare, il governo italiano non ha preso in considerazione le raccomandazioni dell’Ecofin dello scorso 13 luglio. Queste sono le linee guida che hanno portato la Commissione Ue ad arrivare alla valutazione adottata oggi, che conferma quanto già deciso nelle settimane scorse, senza che la maggioranza gialloverde sia corsa ai ripari. «L’analisi di oggi suggerisce che il criterio del debito vada considerato come non rispettato – ha spiegato la Commissione -. Concludiamo che l’apertura di una procedura per deficit eccessivo sia giustificata».

Dombrovskis durissimo con il governo italiano

«Il 13 luglio il Consiglio aveva raccomandato all’Italia di ridurre il suo deficit strutturale dello 0,6% di Pil nel 2019 – ha spiegato in conferenza stampa il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis -. Nel documento programmatico di bilancio rivisto dal governo italiano e consegnato nuovamente, il deficit strutturale vedrebbe un aumento di circa l’1% del Pil il prossimo anno. Questi numeri parlano da soli».

«Il debito italiano rimarrà attorno al 131% per i prossimi due anni – ha proseguito Dombrovskis -. Non vedo come perpetrare questa vulnerabilità potrebbe aumentare la sovranità economica. Invece, credo che porterà nuova austerity. Con quello che il Governo italiano ha messo sul tavolo, vediamo un rischio che il Paese cammini nel sonno verso l’instabilità. Spero che questo rischio sia evitato».

Per l’avvio della procedura si attende il parere degli Stati membri

«Il debito italiano resta la principale preoccupazione, l’Italia non sta rispettando il criterio del debito e per questo è giustificata una procedura per deficit eccessivo – ha spiegato il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici –  Ma questo non significa che stiamo avviando ora una procedura per deficit eccessivo, perché ora spetta agli Stati membri presentare la loro posizione sulla nostra relazione entro due settimane».

Salvini difende la Manovra e attacca la Commissione

La reazione del governo non si è fatta attendere, con Matteo Salvini che è tornato a a parlare anche delle prossime scadenze del parlamento europeo: «Arrivata la lettera? Tanto mi aspettavo anche quella di Babbo Natale. Ne riparleremo ma nessuno mi convincerà mai, ad esempio, che la Fornero sia una legge giusta. Il problema non è la Manovra – ha detto il leader della Lega -, hanno taciuto su manovre che hanno danneggiato il paese mi stupisce il fatto che eccepiscano su una Manovra che lo fa ripartire il Paese. Comunque non mi preoccupo più di tanto, anche perché a maggio si vota, i cittadini europei voteranno. C’è la fiducia degli italiani e questo mi basta».

Conte pronto a (ri)spiegarne la bellezza

Nessuna modifica alla Manovra, ma una dettagliata spiegazione degli obiettivi e dei parametri contenuti nella legge di bilancio. È questa l’intenzione del premier Giuseppe Conte a fronte della bocciatura della Manovra da parte di Bruxelles: «Il governo è convinto della validità dell’impianto della Manovra. Ci confronteremo con Juncker sabato sera, come sapete sono invitato a cena. Sarà un confronto spero costruttivo, esporremo e rivedremo le rispettive posizioni e valuteremo come procedere». E poi richiama l’attenzione dando una nuova versione dei fatti: «Il debito sotto il faro dell’UE è quello del 2017, quindi quello del precedente governo».

(foto di copertina: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

 

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