La risposta del giovane Dario Corallo ai dirigenti Pd: «Fuori dalla realtà, arroganti»

di Redazione | 19/11/2018

dario corallo
  • Il giovane candidato alla segreteria del Pd Dario Corallo è stato attaccato dai big del partito, dopo averli paragonati a Roberto Burioni

  • «Sono fuori dalla realtà, arroganti al potere», ha risposto

  • «Se dopo anni le persone non capiscono, magari è perché ci siamo spiegati male»

Non si è fatta attendere una risposta del giovane candidato alla segreteria del Pd Dario Corallo ai dirigenti Dem che lo hanno attaccato per averli paragonati al virologo Roberto Burioni. In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano il trentenne ex collaboratore di Maurizio Martina ha replicato alle forti critiche descrivendo come «arroganti al potere» i vertici del suo partito.

Il giovane Dario Corallo risponde alle accuse dei big del Pd

La polemica è partita sabato scorso, quando Corallo nel suo intervento all’Ergife Palace Hotel a Roma ha accusato i big del Partito Democratico di «umiliare l’elettorato come un Burioni qualsiasi»: ha paragonato i loro atteggiamenti a quelli del medico diventato paladino della battaglia a favore delle vaccinazioni obbligatorie, estremamente duro sui social network nei confronti dei no vax. Una posizione, quella del ragazzo, che gli è costata una valanga di velenose risposte. A prendere le distanze dalle sue parole sono stati esponenti come Alessia Morani, l’ex ministro Carlo Calenda, l’ex premier Paolo Gentiloni. Calenda ha anche espresso la sua solidarietà a Burioni «È l’arroganza di chi opera al potere e non sa che solo la metà degli italiani è presente su Facebook», dice oggi Corallo al Fatto. Contro di lui ha preso posizione anche Burioni, accusandolo di avercela con chi studia. «È ovvio che chi studia ne sa di più», ha commentato il giovane Dem. «Il punto – ha aggiunto – è che di solito chi riesce è partito avvantaggiato. In ogni caso, lo studio non è uno strumento per prevaricare l’altro, anzi, chi ne sa di più dovrebbe aiutare a capire e non insultare».

«Magari è il partito che si è espresso male»

«Quando il Pd ha perso – ha spiegato ancora Corallo parlando dell”arroganza’ dei Dem –, che fosse alle elezioni o al referendum, il messaggio era: ‘Gli italiani non ci hanno capito’. Se il popolo italiano si esprime dicendo che quella cosa non la vuole, non si può dire che è perché non l’ha capita». Insomma, l’analfabetismo funzionale non va confuso con l’ignoranza. «Se dopo anni le persone non capiscono, magari è perché il Pd si è espresso male».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: Dario Corallo durante l’assemblea nazionale del Partito Democratico all’Ergife Palace Hotel, il 17 novembre 2018. Credit immagine: ANSA / ANGELO CARCONI)