Cosa ci ha insegnato la Festa della Rete

di Redazione | 12/11/2018

Festa della Rete

Ci sono tante cose che ci sono piaciute di questa Festa della Rete che si è svolta a Perugia dal 9 all’11 novembre 2018. L’occasione, che ha voluto fare il punto sullo stato del web in Italia e non solo ai tempi dei millennials e degli hashtag su Instagram, ha rappresentato un piccolo riferimento per la ripartenza del dibattito sui diversi aspetti di internet.

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Festa della Rete, il bilancio dell’edizione 2018

Innanzitutto, una splendida città come cornice ideale per l’evento. I palazzi di Perugia, le colline dell’Umbria, la mobilità smart della minimetrò hanno conquistato tutti i partecipanti, rendendo il capoluogo della regione del Centro Italia anche il punto focale del 2.0 nel nostro Paese. Non solo cioccolata, giornalismo e tartufi insomma: Perugia ha dimostrato di saperci fare, con la sua accoglienza e con il suo respiro internazionale di città universitaria.

Poi, gli eventi. Tanta qualità nei panel, sia nelle tematiche sia negli oratori scelti per affrontarle. C’è stato sempre il giusto equilibrio tra l’informazione e l’intrattenimento: il primo Festival infotainmente friendly in Italia. Niente manifestazioni noiose, ma solo eventi che hanno messo insieme la leggerezza con la densità di contenuti.

Festa della Rete, l’esempio di un panel riuscito bene

Spiccano, in questo panorama, i nuovi fenomeni del web dei ragazzi. L’interessantissimo panel di Marco D’Annolfi, creatore di TrashItaliano, può rappresentare il perfetto esempio di questa caratteristica che ha fatto da filo conduttore di tutto il Festival. La sua spiegazione sulle variabili che ha messo insieme per mettere in campo un progetto innovativo, che è riuscito a imporsi nella jungla del web italiano e non solo, è stata davvero illuminante. E ha gettato le basi per essere fonte d’ispirazione per tutti coloro che si affacciano sul mondo degli influencer del web, sia per analizzare il fenomeno, sia per esserne parte.

Un bilancio positivo, insomma, certificato anche dagli ottimi dati delle presenze e dalla quantità di obiettivi raggiunti. Parafrasando il direttore artistico della manifestazione, Matteo Grandi, c’è ottimismo nel futuro del web italiano: questo internet, così com’è, Perugia ha dimostrato di meritarselo.

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