Fake news nello sport, come combatterle

Redazione 29 Apr 2026
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Il tema delle fake news riguarda ogni ambito dell’informazione, anche a causa dell’utilizzo sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale, a disposizione di chiunque. Purtroppo raramente si dedica tempo al fact checking e anche chi si occupa di informazione, e dunque dovrebbe attenersi alla verifica scrupolosa dei fatti e delle fonti, talvolta contribuisce alla diffusione di notizie false. Gli utenti che leggono contenuti sui social e li condividono, facendoli diffondere a macchia d’olio, fanno il resto, anche inconsapevolmente, questo fenomeno ha invaso anche il mondo del calcio.

Comunicati stampa mai inviati alle agenzie, commenti e dichiarazioni costruite ad arte, immagini e video creati con l’Ai, condizionano l’opinione pubblica, gli umori dei tifosi e anche il mercato. Non si tratta di fenomeno nuovo, ma con gli strumenti oggi a disposizione, basta un comune smartphone per creare un contenuto falso. Districarsi tra ciò che è vero e ciò che è inventato di sana pianta diventa sempre più complicato.

Informazioni e disinformazione in Italia

In base ai dati contenuti nel Reuters Institute Digital News Report 2025, In Italia la televisione è ancora la fonte principale di informazione: il 51% la utilizza per le notizie. Spostandosi online, i social media superano i siti di news tradizionali come fonte: piattaforme come Facebook, TikTok, e Instagram, sono il veicolo attraverso cui si ottengono le notizie.

Sempre dal rapporto, emerge il fatto che gli under 35 seguono lo sport, ma tendenzialmente lo fanno fuori dai media tradizionali. Ai giovani, le notizie nel mondo del calcio e delle altre discipline, ad esempio, passano attraverso gli highlights di TikTok, i commenti e le analisi dei creator su YouTube, le storie e i post su Instagram. Questa modalità di fruizione fa sì che una notizia del tutto falsa, creata per gioco o con uno scopo ben preciso, possa essere intercettata da migliaia di persone e cominciare a dilagare senza controllo, talvolta con effetti negativi sulla vita delle persone coinvolte.

Un esempio è il caso di Joseph Minala, ex calciatore della primavera della Lazio. Nel 2014 aveva 17 anni, quando cominciò a diffondersi la voce che in realtà ne avesse 42. Ne nacque una polemica che ha influito negativamente sulla sua carriera, fino a portarlo fuori dall’Italia. Oggi ha 29 anni, vive e gioca a Malta, e in alcune interviste ha ricordato il trauma subito e come al tempo si sottopose anche a test medici per dimostrare la sua vera età.

Talvolta basta un’immagine creata con Photoshop o generata con l’Ai a veicolare contenuti di tipo politico, partendo da una partita di calcio. Lo scorso ottobre è stata diffusa una foto degli spalti della partita Udine-Israele, con un enorme striscione Free Palestine. Si trattava in realtà di un fotomontaggio, creato e diffuso a scopi politici.

Il ruolo dei chatbot

Anche i chatbot di intelligenza artificiale, sono un veicolo per la diffusione di notizie false. Chat GPT, Gemini e altri infatti forniscono, su argomenti controversi, il 35% di informazioni non vere. Nonostante i progressi tecnologici su questo versante, l’AI generativa sembra fallire quando si tratta di distinguere la verità da una bugia. In base al report NewsGuard del settembre 2025, i 10 principali strumenti di IA, in più di un terzo dei casi hanno ripetuto informazioni false su argomenti legati all’attualità. Un netto aumento rispetto alle analisi effettuate un anno prima.

Tra le motivazioni c’è il fatto che i chatbot ora non rifiutano più di rispondere alle domande, nelle ricerche in tempo reale: infatti i casi di mancata risposta sono passati dal 31% dell’agosto del 2024 allo 0% nell’agosto 2025. Il risultato è che anziché evitare di rispondere su argomenti controversi o delicati, attingono a un ecosistema di notizie inquinato dalle fake e dalla disinformazione deliberata.

Le armi contro le fake

Le piattaforme digitali stanno assumendo un ruolo nel contrasto alle fake news sportive, soprattutto nel calcio, dove le indiscrezioni si diffondono rapidamente. Queste operano con fonti tracciabili, dati ufficiali verificati. L’affidabilità delle informazioni è garantita dalle fonti: calendari, risultati, comunicati dei club. Statistiche e quote vengono pubblicate soltanto sui canali autorizzati e ricavati direttamente dai i siti di scommesse sportive più affidabili, riducendo lo spazio per notizie inventate o manipolate.

Se nei media tradizionali e nelle testate giornalistiche l’arma principale contro le fake news è la professionalità dei giornalisti, sui social il compito di arginare il fenomeno è più complesso, dato che chiunque può postare contenuti liberamente e senza controllo. Uno strumento utile è quello della moderazione dei contenuti, che può essere effettuata attraverso sistemi automatici e risorse umane. Nel momento in cui si individua un contenuto falso, può essere etichettato come tale e limitato o rimosso. Ma questa sembra una goccia nel mare.

Alcune piattaforme collaborano con organizzazioni specializzate nel fact checking. Un altra risorsa è agire sull’algoritmo che può operare premiando gli account verificati e i media riconosciuti, e limitando le azioni di account segnalati. Appare necessario investire nella formazione sulle competenze digitali dei più giovani, che da un lato sono esperti creator e problem solver nel mondo tecnologico, dall’altro non riescono a riconoscere un sito affidabile da uno non affidabile.

 

Credits foto: https://www.pexels.com/it-it/foto/modello-macchina-da-scrivere-carta-testo-4160067/