Matteo Renzi si scaglia contro Casalino su Instagram: «Lo devo a mia nipote»

di Gaia Mellone | 09/11/2018

  • L'ex premier commenta le parole dette da Rocco Casalino nel video diventato virale in cui attacca «vecchi e down»

  • Il video si è rivelato essere «una prova di recitazione»

  • Renzi chiede le dimissioni del portavoce, «unica conseguenza in un paese civile»

«Lei è una cittadina come tutti gli altri e ha diritto come tutti gli altri di essere rispettata dalle Istituzioni di questo Paese. Vorrei dire: ha diritto più di tutti gli altri di essere rispettata.». “Lei” è Maria, la nipotina di Matteo Renzi, che appare nella foto postata sul profilo Instagram dell’ex premier mentre lui la porta sulle spalle. Condividendo un pezzo di storia personale, Renzi decide di dire la sua sul video di Rocco Casalino, e promette che farà del suo meglio per farlo dimettere.

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Matteo Renzi, Casalino «chieda solo scusa se gli rimane un briciolo di umanità»

Prima lo scandalo, poi la scoperta che è una bufala. Il video in cui Rocco Casalino insulta vecchi e down è stato al centro di accese discussioni negli ultimi giorni. Ha smentito, sostenendo che era un video in cui stava recitando una parte, ma Renzi non ci sta: «Non venga a dirci che stava scherzando, che stava recitando, che stava fingendo: chieda solo scusa se gli rimane un briciolo di umanità, non inventi altre bugie» scrive su Instagram.

«Le parole schifose, squallide, indegne di Rocco #Casalino, portavoce del Presidente del Consiglio dei Ministri – continua a scrivere Renzi – sono parole che in un Paese civile hanno una sola conseguenza: le dimissioni». Una richiesta estrema? Per Matteo la misura è colma: «Casalino ci ha abituato a insultare tutti: giornalisti, avversari politici, persone povere, stranieri. Ma adesso ha superato il limite. Non è giusto che le nostre tasse vadano a pagare il super-stipendio di un signore che insulta le persone con sindrome di Down».

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Mia nipote, Maria, ha la sindrome di Down. Lei è una cittadina come tutti gli altri e ha diritto come tutti gli altri di essere rispettata dalle Istituzioni di questo Paese. Vorrei dire: ha diritto più di tutti gli altri di essere rispettata. Le parole schifose, squallide, indegne di Rocco #Casalino, portavoce del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono parole che in un Paese civile hanno una sola conseguenza: le dimissioni. Casalino ci ha abituato a insultare tutti: giornalisti, avversari politici, persone povere, stranieri. Ma adesso ha superato il limite. Non è giusto che le nostre tasse vadano a pagare il super-stipendio di un signore che insulta le persone con sindrome di Down. E non venga a dirci che stava scherzando, che stava recitando, che stava fingendo: chieda solo scusa se gli rimane un briciolo di umanità, non inventi altre bugie. Presenterò ufficialmente un atto parlamentare per chiedere a Conte di licenziare Casalino. Spero che il nostro Premier – che è il Premier di tutti gli italiani, anche di chi ha la sindrome di Down – abbia un sussulto di dignità e proceda al licenziamento prima che glielo chiediamo in Parlamento. E spero che siano in tanti senatori, di tutti i partiti politici, a dire "Basta" alla vergogna di un portavoce che è diventato un portainsulti. Vi terrò informati, ma su questa cosa vado fino in fondo. Lo devo a mia nipote. Ma forse prima di tutto lo devo a me stesso, a ciascuno di noi: alla nostra dignità di essere cittadini italiani e non complici di insulti squallidi come quelli di Rocco Casalino.

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L’ex premier scrive che presenterà ufficialmente «un atto parlamentare per chiedere a Conte di licenziare Casalino» augurandosi che il «nostro Premier – che è il Premier di tutti gli italiani, anche di chi ha la sindrome di Down – abbia un sussulto di dignità e proceda al licenziamento prima che glielo chiediamo in Parlamento. E spero che siano in tanti senatori, di tutti i partiti politici, a dire “Basta” alla vergogna di un portavoce che è diventato un portainsulti». Solo stamattina Guido Crosetto (FI) aveva scritto su Twitter che «Chi chiede a Conte di cacciare Casalino, non ha capito i rapporti di forza».

Matteo Renzi però promette che non si fermerà, «Lo devo a mia nipote. Ma forse prima di tutto lo devo a me stesso, a ciascuno di noi: alla nostra dignità di essere cittadini italiani e non complici di insulti squallidi come quelli di Rocco Casalino».

(Credits immagine di copertina: Foto postata da Matteo Renzi sul suo profilo Instagram)