La Raggi ha deciso: bestemmiare a Roma non è più reato

di Enzo Boldi | 09/11/2018

Bestemmia Roma
  • La giunta Raggi ha rinnovato il regolamento di polizia urbana

  • Cancellate le multe per chi bestemmia in un luogo pubblico

  • La norma aveva più di 70 anni e risaliva al secondo dopoguerra

Forse in molti non lo sapranno, ma fino a ieri a Roma non si sarebbe potuto bestemmiare. Nel regolamento della polizia urbana, infatti, c’era una norma che prevedeva una multa per chi – pubblicamente – imprecava e gridava spropositi blasfemi. Ora, dopo il nuovo regolamento varato dalla giunta guidata da Virginia Raggi, quella norma è stata cancellata e a Roma si potrà liberamente bestemmiare anche a due passi da San Pietro, senza che nessuno potrà più dir nulla e senza incorrere in sanzioni.

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Nel vecchio regolamento di polizia urbana, compariva il divieto di «proferire in pubblico o in luoghi aperti al pubblico bestemmie o frasi offensive per il rispetto e la pietà altrui». Un retaggio di oltre 70 anni fa e che risaliva a una serie di leggi entrate in vigore nel secondo dopoguerra e mai modificate. Fino a ora. Il Campidoglio, su precisa indicazione della maggioranza grillina, aveva già annunciato nei mesi scorsi la volontà di sfoltire una serie di obsolescenze e tra le vittime di questa «sforbiciata» c’è anche la bestemmia.

La bestemmia a Roma non è più reato

Nella città di San Pietro, delle basiliche e della culla culturale e spirituale del cattolicesimo, quindi, si potrà inveire con parole blasfeme senza più rischiare una multa che, a quanto pare e secondo quanto previsto dal vecchio regolamento di polizia urbana, sarebbe stata molto salata (dai 51 agli oltre 300 euro). L’iniziativa della Giunta capitolina, però, è solamente l’atto finale di un percorso iniziato nel 1999.

La riforma del regolamento di polizia urbana

Proprio a cavallo dei due millenni, infatti, la bestemmia venne depenalizzata, ma per la legge italiana continuano a essere solamente un illecito amministrativo. Serviva un atto amministrativo per ridefinirle reato, cosa che – con la mossa della Giunta Raggi – evidentemente non è stata fatta. Quell’articolo 23 del regolamento di polizia urbana che indicava tutti gli «Atti contrari alla decenza e alla morale» è stato cancellato e da oggi sul traffico del Lungotevere, sul Grande Raccordo Anulare e nelle strade più congestionate della capitale le grida al cielo si potranno alzare liberamente, senza più rischiare di essere multati.

(foto di copertina: ANSA/VATICAN MEDIA )