Reddito di cittadinanza boomerang: fa abbassare il gradimento del M5S che ora vuole rivederlo

Sorpresa: il reddito di cittadinanza non piace agli italiani. Siamo passati dalle file preventive davanti ai Caf il giorno dopo le elezioni del 4 marzo, alla totale indifferenza specialmente al nord. Secondo alcune stime – conosciute dal Movimento 5 Stelle e riportate questa mattina sul quotidiano La Stampa – il reddito di cittadinanza farebbe perdere ben 8 punti percentuali ai pentastellati, soprattutto nelle regioni del nord Italia.

Reddito di cittadinanza, ecco come cambierà

E allora Luigi Di Maio ha chiamato a raccolta i suoi e sta pensando a una sorta di ritirata strategica, che faccia percepire la misura al grande pubblico come meno assistenzialista. Per questo, saranno incentivati maggiormente i giovani laureati, secondo un mantra che – sempre secondo il quotidiano torinese – circola negli ambienti dell’esecutivo a 5Stelle: «meglio aiutare un giovane laureato che una casalinga». Con tutte le implicazioni sessiste e anche un po’ snob che questa affermazione contiene.

La revisione del reddito di cittadinanza dovrà essere in linea con la regolarità dei conti, innanzitutto. Su questo, per una volta, è d’accordo con Di Maio anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria. E va in questa direzione la scelta di ritardare l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza a metà del prossimo anno. Prima di Natale – come vorrebbe il leader del M5S Di Maio – potrebbe arrivare soltanto un provvedimento-guida, una sorta di piano d’intenti programmatico. Che, però, è molto distante dalla effettiva attuazione della norma.

Il reddito di cittadinanza somiglierà a una misura voluta dal Pd

In più, è sempre molto probabile che il reddito di cittadinanza – più che una misura ex novo e rivoluzionaria – non sia altro che un voler riplasmare il reddito di inclusione, lanciato dal governo di Paolo Gentiloni (a guida Partito Democratico) e che già da adesso mette a disposizione circa 300 euro al mese per oltre un milione di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà. Insomma, si riparte dal Partito Democratico, in contraddizione con gli slogan e con i tweet al vetriolo degli esponenti del Movimento 5 Stelle.

Ora, Luigi Di Maio sta pensando di concentrarsi su altro per recuperare quella popolarità che sembra ormai compromessa a vantaggio della Lega. Sarà difficile, però, se le cose dovessero continuare così.

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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