Che fine ha fatto Marco, lo spacciatore italiano che ha venduto la dose fatale a Desirée?

di Enzo Boldi | 06/11/2018

Desirée
  • Marco, il presunto spacciatore che ha venduto a Desirée la dose fatale di psicofarmaci

  • Lo spacciatore italiano di cui non si parla più dopo l'arresto dei quattro immigrati irregolari

  • Chi l'ha visto e poi il silenzio attorno allo spacciatore italiano

Dopo il tam tam – non solo mediatico – per la morte della giovane Desirée Mariottini, sembra essere calato il silenzio attorno a questa vicenda. Arrestati i quattro immigrati irregolari, protagonisti della storia di droga e violenze sessuali perpetrati nei confronti della 16enne di Cisterna di Latina, le acque si sono calmate, almeno per quel che riguarda le dichiarazioni pubbliche fatte dai diversi protagonisti – politici e non – che si sono autoinvitati a prender parte alla discussione su questo atroce fatto di cronaca. Fatto sta che dalla lista dei nomi di chi era indicato come uno dei colpevoli della morte di Desirée, sembra esser sparito «Marco», lo spacciatore italiano che avrebbe venduto la dose fatale alla giovane.

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Il nome di Marco è uscito dalle dichiarazioni di alcuni testimoni che stanno aiutando e hanno aiutato gli inquirenti in questo spinoso fatto di cronaca. «A me il bulgaro (Nasko) mi ha detto a piazzale Tiburtino che è stato un italiano, un certo Marco a dare a Desirée le gocce e il mix facendole passare per metadone – aveva spiegato Narcisa, testimone chiave dell’omicidio di Desirée -. Il bulgaro mi ha detto che lui stesso ha visto Paco e Youssef che stupravano la ragazza, che loro sono stati i primi».

Desirée, Marco e l’ultima puntata di «Chi l’ha visto?»

Eppure di questo Marco non si sa più nulla. A parlarne, negli ultimi giorni, è stata solamente la trasmissione «Chi l’ha visto?» in onda su RaiTre, che nella puntata andata in onda mercoledì scorso ha dedicato un approfondimento su questa oscura figura che, ora, sembra essere un fantasma.

Perché non si parla più di Marco?

Vincenza Palmieri su Cronaca Sociale, prova a dare una risposta a questo silenzio: «Il perché è semplice: perché, a quanto pare, oggi, non è twittabile un post che reciti ‘abbiamo arrestato Marco’, con lui, italiano, bianco, che vendeva psicofarmaci a ragazzi tossicodipendenti ‘perché uno psicofarmaco ad un tossico fa sentire di più 15 euro di eroina’, salvo poi scaraventarlo un metro e mezzo sotto terra più velocemente».

(foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)

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