Conte ricorda a Salvini: «Non sei il premier»

di Redazione | 06/11/2018

conte
  • M5S e Lega non hanno ancora trovato un'intesa su ddl anticorruzione e riforma della prescrizione

  • Di Maio non vuole compiere passi indietro

  • Conte continua a mediare e al telefono con Salvini gli ricorda: «Non sei il premier»

È una fase difficile per il governo gialloverde. Molto complicata. Dal confronto sul ddl anticorruzione sono nati nuovi attriti tra Movimento 5 Stelle e Lega. Da una parte Luigi Di Maio chiede di mantenere l’impegno, previsto dal contratto di governo, della riforma della prescrizione. Dall’altra Matteo Salvini vuole ammorbidire il testo in nome del garantismo. In mezzo, il premier Giuseppe Conte si fa carico di trovare la sintesi e striglia il leader leghista. Stando a quanto racconta oggi il quotidiano Repubblica (articolo di retroscena di Tommaso Ciriaco e Carmelo Lopapa) il presidente del Consiglio al telefono con Salvini, che si trova in missione in Ghana, avrebbe incalzato il segretario del Carroccio ricordandogli il suo ruolo: questo non è il tuo governo, gli avrebbe detto.

Conte al telefono con Salvini: Non sei il premier

Il premier avrebbe chiamato il leader della Lega dopo aver sentito Di Maio, che è intenzionato a non fare passi indietro sulla prescrizione, da riformare con un emendamento al disegno di legge ‘spazzacorrotti’. Non puoi fare come ti pare con il rischio di far vacillare la squadra, è il ragionamento di Conte riportato ancora da Repubblica. Salvini avrebbe risposto che la riforma della giustizia e della prescrizione vanno fatte, ma in termini diversi di quelli indicati dal M5S. Vanno fatte «bene, evitando processi infiniti». Il rischio per l’esecutivo è ora quello di non riuscire a trovare l’intesa, con la Lega di traverso.

Tra le ipotesi per una via d’uscita c’è quella di un nuovo emendamento che riscriva in parte la norma contestata dai leghisti evitando però lo stralcio. Si potrebbe insomma smussare la prescrizione così come formulata dal Movimento, senza compromettere l’impegno assunto con il contratto di programma. È questa la soluzione che prendono in considerazione in queste ore Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ieri convocato dal professore a Palazzo Chigi.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / FLAVIO LO SCALZO)