Strage di Casteldaccia, il dolore del padre del bimbo morto: «Era il mio cuore. Non c’è più»

di Redazione | 04/11/2018

Casteldaccia
  • Il genitore si è salvato perché si era allontanato con la nipote a fare spese

  • Il bilancio dei morti è arrivato a 9

  • Un'altra famiglia si è salvata per miracolo

La strage di Casteldaccia, in provincia di Palermo, ha causato la morte di un bimbo di 3 anni e della sua mamma. Il padre, Luca Giordano, stando alla ricostruzione del quotidiano La Sicilia non riesce a darsi di pace e ha squarciato la notte con grida di dolore e dandosi pugni in testa.

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Strage di Casteldaccia, il dolore di un padre

Era bellissimo. Era il mio cuore. Non c’è più“, ha ripetuto come fosse una litania Giordano. L’uomo si è salvato perché si era allontanato con la nipote a fare spese, lasciando la casa dove altre 9 persone sono state travolte dalla violenza del fiume Milicia.

Un’altra famiglia, presente a Casteldaccia fino a poche ore prima, si è salvata per miracolo. “Io, mio marito e mio figlio di 6 mesi siamo salvi per miracolo. Eravamo in quella casa fino alle 14“, ha raccontato Chiara Alongi, moglie di Matteo Giordano. “Noi siamo andati via – ha spiegato la donna- perché il nostro bimbo è neonato“.

Il sindaco del paese Giovanni Di Giacinto si è detto distrutto: “Una tragedia immane ci ha colpiti. Non riusciamo ancora a comprendere come sia potuto accadere. Il fiume non ha mai causato pericoli, non è mai esondato e qui a Casteldaccia non ha piovuto molto. Il fiume nasce nella zona di Ciminna-Caccamo e forse è stato ingrossato dalle piogge cadute lungo il suo percorso“.

(Foto credits: Ansa)