L’addetto stampa del M5S Liguria si licenzia: «Nostre conquiste rese vane dall’alleanza con la Lega»

di Enzo Boldi | 02/11/2018

Lorenzo Tosa

Una scelta fatta seguendo gli ideali che lo hanno portato a condividere e a prender parte alle battaglie che il Movimento 5 Stelle portava avanti fin dalle sue origini. Adesso, però, che l’alleanza con la Lega li ha portati a guidare il paese, le carte in tavola sembrano essere cambiate. E così Lorenzo Tosa ha lasciato il suo ruolo da addetto stampa del M5S in Liguria ha scelto di dire basta. Troppe le inclinazioni verso destra a scapito dei dettami del Carroccio e troppo evidente la perdita dei valori che stanno condizionando l’esistenza dei grillini dal punto di vista politico, ma soprattutto sociale.

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Lorenzo Tosa ha dato l’annuncio delle sue dimissioni sul proprio profilo Facebook, spiegando per filo e per segno cosa lo abbia spinto a dire addio a quel ruolo che svolgeva appassionatamente da anni: «La verità è che non ero più in grado di garantire quella professionalità che ho sempre messo sopra tutto. Sopra le idee e i dubbi, sopra la stanchezza e la coscienza personale».

Lorenzo Tosa e l’addio al ruolo di addetto stampa del M5S

I motivi dell’addio sono tanti, ma hanno un unico comune denominatore che rende l’equazione risolvibile solo con l’addio al ruolo di addetto stampa, per una persona che – da quel che scrive e da come lo scrive – credeva fino in fondo alle idee del Movimento 5 Stelle: «Quello che è accaduto è uno smottamento quasi impercettibile nella storia dell’uomo ma epocale nella grammatica temporale moderna; è accaduto che una quantità non trascurabile di idee e conquiste che consideravamo assodate oggi sono ufficialmente – e profondamente – di nuovo in discussione. In ordine sparso: aborto, divorzio, scienza in tutte le sue declinazioni, Europa, europeismo, informazione, multiculturalismo, cultura, competenza, sviluppo economico, un certo grado di libertà sessuale e di benessere. Stiamo costruendo un mondo in cui, se fai figli, ti regalano un terreno da coltivare, in un’equazione prole > raccolto > forza lavoro che credevo di ripassare giusto in qualche volume di Jacques Le Goff».

Il silenzio sul sequestro della Diciotti è stata la goccia finale

I vari tasselli che lo hanno spinto a questa decisione – difficile da prendere in un periodo dove abbandonare una sicurezza (anche economica) equivale ad andare incontro all’ignoto – hanno reso invalicabile il muro tirato su dall’atteggiamento della classe politica a Cinque Stelle. Un muro che Tosa ha deciso di abbattere dicendo addio. «Come fai, di fronte a questa onda anomala, a mettere davanti lo stipendio? Come fai a continuare a ripeterti – e a ripetere a tuo figlio – che lo stai facendo per lui quando duecento uomini, donne e bambini vengono tenuti in ostaggio per giorni in mezzo al mare, nel silenzio da brividi di un’intera classe politica?». L’accusa, il chiaro riferimento all’episodio della Nave Diciotti e al silenzio dietro cui si sono celati gli esponenti M5S su questa vicenda. Troppo per chi – evidentemente – ha puntato tutto sugli ideali alla base della nascita del Movimento e che ora con l’accordo governativo con la Lega tutto è stato messo da parte in favore degli equilibri da rispettare.

(foto di copertina dal profilo Facebook)