Il giudice che ha condannato Lula diventa ministro della Giustizia: già si grida al golpe

di Gianmichele Laino | 02/11/2018

Sergio Moro
  • Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha nominato Sergio Moro ministro della giustizia

  • Si tratta del giudice che ha imprigionato e condannato Lula

  • Timori per la tenuta democratica del Paese: in Brasile, già si grida al golpe

Non un semplice ministero, ma un super ministero. Che accorpi i dicasteri della Giustizia e della Sicurezza Pubblica e che gli garantirà il controllo sulle attività finanziarie e l’elezione dei vertici della Polizia. Sergio Moro, il giudice che ha incastrato Lula, che lo ha imprigionato e condannato nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato che esaminava i profili di corruzione tra l’ex presidente del Brasile (Partito dei lavoratori) e la compagnia petrolifera Petrobras.

LEGGI ANCHE > Cesare Battisti non è affatto preoccupato: «Sono protetto dalla Corte Suprema»

Sergio Moro è il nuovo superministro di Bolsonaro

Ora, il nuovo presidente di estrema destra del Brasile Jair Bolsonaro lo ha scelto per far parte della sua squadra di governo. E nel Paese, che lo ha scelto a larga maggioranza, già si grida al golpe. «La mia presenza nel governo Bolsonaro – ha detto Sergio Moro – potrà rassicurare tutti i fronti scettici della società che temono sulla tenuta dello Stato di diritto».

Certo è che la presenza di un magistrato di così grande peso all’interno di un governo formato da esponenti di un partito che hanno sconfitto alle elezioni lo schieramento del presidente condannato rappresenta davvero una anomalia nello schema di un Paese democratico. Del resto, Bolsonaro non si è mai fatto alcun problema a utilizzare termini molto forti per minare alle fondamenta i più basilari principi costituzionali. La nomina di questo giudice a superministro della Giustizia è soltanto un’altra delle sue mosse controverse.

L’ultima mossa controversa di Bolsonaro e l’accanimento su Lula

Non si tratterebbe certo del primo caso di magistrato che scende in politica (solo in Italia abbiamo una serie diversa di casi del genere). Ma a far scalpore sono le tempistiche di questa scelta. Lula è stato condannato nel 2017, e soltanto qualche mese dopo Jair Bolsonaro è riuscito a ribaltare (anche con un sistema piuttosto border-line di campagna elettorale) lo strapotere di un partito che aveva tenuto le redini del Brasile per diversi anni. Ora, Sergio Moro – che in passato aveva sempre smentito un suo interesse a partecipare alla vita politica – accetterà la carica di superministro del governo più estremista degli ultimi tempi nel Paese sudamericano.

Se si considera il particolare accanimento giudiziario nei confronti di Lula nella gestione della sua vicenda, ci sono tutti gli elementi per nutrire dei dubbi su questa operazione.