Anche l’Italia «scarica» i migranti. In Croazia e Slovenia

02/11/2018 di Redazione

Predicare bene e razzolare male. L’Italia aveva mostrato i muscoli, con tanto di dichiarazioni roboanti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, quando un furgone della polizia francese era stato avvistato (e filmato) mentre faceva scendere dei migranti in Italia, a Clavière, dopo che questi ultimi avevano attraversato la frontiera ed erano arrivati in Francia. Ora, in base a un’inchiesta de La Stampa, lo stesso succederebbe – a parti invertite – presso i confini di Croazia e Slovenia.

Italia scarica migranti in Slovenia e Croazia

Sarebbe l’Italia a scaricare i migranti oltre il confine di questi Paesi, attraverso interventi mirati della polizia di Stato. La Stampa ha raccolto la testimonianza di un ragazzo di 21 anni proveniente dal Pakistan che aveva attraversato Croazia e Slovenia a piedi partendo dalla Bosnia. Il tutto per arrivare in Italia, dove – in un primo momento – le autorità gli avevano garantito che avrebbero preso in esame la sua richiesta d’asilo politico. Invece, è stato caricato su un furgone della polizia a Valico di Fernetti, l’ultimo avamposto italiano prima della frontiera.

Il suo racconto risale all’agosto del 2018. «Sul furgone della polizia – racconta – si respirava a malapena. Alcuni vomitavano, e poi c’era odore di sangue. Perché, quando abbiamo capito che saremmo stati riportati indietro, due ragazze avevano iniziato a prendere a testate i muri della caserma e si erano messe a piangere».

Le testimonianze confermate da chi vive e opera in zona

Quello che racconta dopo è semplicemente la storia di uno scaricabarile indegno per una società sviluppata. Il viaggio – secondo il testimone – sarebbe durato una ventina di minuti. I migranti sarebbero stati scaricati in Slovenia, in un luogo isolato. A quel punto, la polizia locale è arrivata a prelevarli per portarli in Croazia. Due frontiere in pochissimo tempo.

Poi, la polizia Croata – dopo aver fracassato i cellulari dei migranti e dopo averli picchiati – li ha abbandonati in un bosco. Per far riprendere loro il cammino verso la Bosnia. Esattamente da dove erano partiti. Questi racconti sono stati confermati da alcune associazioni che si occupano di accoglienza sul territorio, ma anche da tanti abitanti della zona. Sono episodi violenti che accadono in maniera sistematica e che richiamano quelli messi in atto dalla polizia francese. Uomini come merci, scaricati da una parte all’altra del mondo con leggerezza. E senza alcun diritto.

FOTO (repertorio Clavière): ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

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