La verità dell’ex commissario Figc Fabbricini: «Mancini ct? Non è stata una mia scelta»

di Enzo Boldi | 31/10/2018

Roberto Mancini, Fabbricini
  • Roberto Fabbricini parla a Il Foglio per la prima volta dopo la fine del suo ruolo in Figc

  • L'ex commissario della Federcalcio racconta chi ha scelto "veramente" Roberto Mancini per la panchina azzurra

  • I suoi nove mesi di mandato tra mancate riforme e telefonate H24

Da qualche giorno la Figc ha un nuovo presidente: Gabriele Gravina. Negli ultimi nove mesi la nostra Federcalcio era in mano a Roberto Fabbricini, ex atleta e famoso dirigente sportivo italiano, nominato Commissario dal Coni dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio. Ora, dopo aver abbandonato la poltrona di via Gregorio Allegri a Roma, l’ex commissario ha parlato di questo lungo periodo alla guida della Figc, spiegando il suo ruolo non attivo anche nella scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale.

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«Il ct? Una delle tante decisioni contestata dai Confederati. Roberto Mancini è stato una buona scelta, che ho condiviso, ma non mia, della responsabilità unica della questione era stato investito Alessandro Costacurta dal Coni», ha spiegato Roberto Fabbricini in una lunga intervista rilasciata a Il Foglio, come a voler sottolineare che il ruolo da lui ricoperto dal febbraio scorso fino all’elezione di Gabriele Gravina sia stato solamente nominale e non effettivo in termini decisionali.

La scelta di Roberto Mancini decisa da Costacurta

Per la panchina dell’Italia Fabbricini aveva in mente altri nomi legati all’attuale Serie A. Da Gian Piero Gasperini (allenatore dell’Atalanta) a Marco Giampaolo (tecnico della Sampdoria), fino ad arrivare al decano Claudio Ranieri. «Queste erano le mie proposte, ma Costacurta mi disse che con queste figure ci ‘avrebbero riso dietro’ e, alla fine, la sua scelta è ricaduta su Roberto Mancini, in una sua rosa che prevedeva anche Carlo Ancelotti e Luigi Di Biagio».

Per la Figc, Roberto Mancini ct è stato un gran risparmio

Alla fine, però, la scelta di Roberto Mancini è stata accettata anche dallo stesso Fabbricini: «Mancini va bene: è bravo, è uomo di mondo e ha grande voglia. Guadagna meno della metà di Conte e ha un contratto fino ai Mondiali, ma risolvibile senza penali nel caso fallisse la qualificazione europea». Molto meno anche rispetto alle richieste fatte da Ancelotti che, all’epoca della scelta del nuovo ct, era ancora legato al Bayern Monaco con uno stipendio da 6 milioni di euro netti a stagione, più bonus.

Le telefonate di Lotito e De Laurentiis sugli extracomunitari

Da oggi Fabbricini tornerà a fare il presidente di Coni Servizi in un ambiente che, forse, gli garantirà meno pressioni. Sicuramente inferiori rispetto a quelle subite (con tanto di minacce) dopo lo stop ai ripescaggi e la Serie B a 19 squadre, o a quelle fatte da Claudio Lotito (di notte) e Aurelio De Laurentiis (all’alba) sul tesseramento di extracomunitari: «Ricordo soprattutto la foga con cui il presidente del Napoli mi ripeteva: ‘io voglio poter tesserare tutti gli stranieri del mondo! Piuttosto, andrebbero posti dei limiti nei campionati Primavera’». E poi chiosa con una sentenza: «Il veri nemici delle riforme nel mondo del calcio sono gli uomini che operano nel calcio».

(foto di copertina: ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)