Per la Lega gli africani non possono interpretare gli africani nella Aida a teatro

di Enzo Boldi | 29/10/2018

Aida
  • La fondazione Carlo Felice scrittura 15 migranti per l'Aida

  • Le proteste della Lega che annuncia interrogazioni al Consiglio regionale ligure

  • «Meglio gli italiani col cerone nero in faccia che gli africani»

Prima gli italiani, anche per fare la parte degli africani. Siamo nel 2018 e la deriva razzista di alcuni personaggi politici – e rappresentanti nelle istituzioni cardine del nostro paese – non sanno più a cosa attaccarsi. L’ultimo episodio di xenofobia senza senso riguarda la messa in scena dell’Aida al teatro Carlo Felice di Genova, dove sono stati scritturati 15 migranti per far parte del cast dello spettacolo, in programma dal 2 al 16 dicembre. Tra le comparse ci sono anche alcune persone di colore, richiedenti asilo che devono interpretare il ruolo dei guerrieri africani raccontanti dall’opera di Giuseppe Verdi, ma tutto ciò non sta bene a Franco Senarega, consigliere regionale della Lega in Liguria.

LEGGI ANCHE > Il Brasile vira a destra. Il populista Bolsonaro vince con il 55%

Partiamo dalla fine. Dal giudizio non equilibrato di Senarega che – tra le centinaia di problemi che ha avuto e sta avendo la Liguria, partendo dalla situazione post crollo del Ponte Morandi fino alla continua emergenza meteo ogni volta che piove – ha pensato bene di portare alla ribalta il motto «prima gli italiani» anche parlando di teatro. «Richiedenti asilo quindi, almeno alcuni, ancora in attesa di sapere se otterranno o meno lo status di rifugiato, scritturati come comparse e assunti con regolare contratto – ha dichiarato il capogruppo della Lega in Liguria -. Sul tema presenterò un’interrogazione presso il Consiglio Regionale della Liguria per approfondire i vari aspetti della vicenda, soprattutto per sapere se la stessa opportunità di lavoro è stata data ai cittadini italiani. Si vorrà risparmiare sul trucco?».

Aida a Genova con 15 migranti nel ruolo dei guerrieri etiopi

I veri problemi insomma. Per Senarega, che su Facebook scrive perle anti-migranti e condivide ogni pensiero scritto sui social dal suo leader Matteo Salvini, piuttosto che scritturare dei migranti richiedenti asilo per interpretare il ruolo dei guerrieri africani della Aida, sarebbe stato meglio comprare del cerone nero per truccare attori e comparse italiane. Forse non ha digerito il fatto che Giuseppe Verdi, autore del «Va, pensiero» nel Nabucco – considerato dai leghisti il vero inno italiano – abbia parlato di Africa.

La xenofobia della Lega in Liguria

Invece di celebrare una realtà culturale italiana come la Fondazione Teatro Carlo Felice, che nonostante le difficoltà riesce continuamente a mettere in scena opere di gran rilievo, si trova il pretesto per creare un’inutile polemica attorno alla possibilità data dai responsabili a 15 giovani migranti di partecipare attivamente alla vita e alla rappresentazioni di una delle opere che ha da sempre simboleggiato l’eccellenza italiana. Una pagina su cui stendere un velo (di cerone) nero.