Il Movimento 5 Stelle volta le spalle al suo elettorato: il Tap si farà

di Redazione | 27/10/2018

Tap
  • Il premier Conte ha affermato che i costi di annullamento dell'opera sarebbero troppo alti

  • Durante la campagna elettorale Di Maio e Di Battista hanno più volte promesso la cancellazione del Tap

  • La base grillina del Salento ha chiesto le dimissioni dei responsabili

Alla fine il gasdotto Tap in Puglia si farà, come ha affermato il premier Giuseppe Conte, facendo così crollare di getto una delle battaglie storiche del Movimento 5 Stelle.

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Tap, la contestazione del movimento No Tap

L’elettorato presente in Salento (e non solo quello) ha immediatamente chiesto le dimissioni dei responsabili dell’approvazione del progetto:

#DIMETTETEVI TUTTI!!! #governo #cambiamento Lo sanno i nostri governanti, o almeno una parte di essi, quello che abbiam subito in quelle campagne. Se gli ulivi potessero parlare, sarebbero testimoni di quanto stiamo scrivendo, la repressione gratuita che abbiamo subito nelle notti a controllare quello che succedeva nel cantiere. La documentazione è nelle loro stanze e non possono far finta di niente. Ma questo è scomparso dal mondo dell’informazione.
Non potete nascondervi dietro una frase ‘sono No Tap’ e dicendo che le autorizzazioni date sono legittime, di fatto, scaricando le responsabilità ad altri. Se avete le palle come le stelle rimettete il vostro mandato! DIMETTETEVI!

In passato Di Maio e Di Battista si erano spesi personalmente per la causa dei No Tap. Quest’ultimo aveva addirittura dichiarato che l’opera sarebbe stata bloccata nel giro di due settimane.

Tap, l’esultanza di Salvini e le parole di Conte

Conte, però, dopo il dossier ricevuto da parte del ministro dell’Ambiente Costa ha affermato che non si può fare nulla per tornare indietro: “Ad oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita. Non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica”.

Se Di Maio ha preferito (al momento) chiudersi in un imbarazzato silenzio, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha tutti i motivi per esultare: “Avere l’energia che costerà meno a famiglie e imprese è fondamentale, quindi avanti coi lavori”.

(Foto credits: Ansa)

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