Vittorio Feltri e quel dubbio editoriale sulla morte di Desirée

di Redazione | 27/10/2018

Vittorio Feltri
  • Il direttore di Libero ha scritto un editoriale sulla vicenda di San Lorenzo

  • Vittorio Feltri ha scritto che le responsabilità sono soprattutto dei genitori

  • Feltri ha definito Desirée una "povera fanciulla sbandata"

Il direttore di Libero Vittorio Feltri ha dedicato il suo editoriale del giorno alla vicenda di Desirée, la ragazza morta nel quartiere romano di San Lorenzo dopo 12 ore di agonia tra droghe indotte e violenze sessuali continue da parte di quattro o più uomini di origine africana.

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Vittorio Feltri, editoriale discusso su Desirée

Feltri ha indirizzato subito il dito contro i genitori, i veri responsabili della morte della della sedicenne:

Il caso di Desirée è assai più complesso di come è stato presentato dai media. La povera sedicenne la sera del delitto è uscita di casa col pretesto di recarsi a dormire da un’amica. Niente di male. Ciononostante i genitori, lungi dall’opporsi al fatto che la figlia andasse a trascorrere la notte da una compagna, hanno trascurato di controllare che ella fosse effettivamente ospite di costei. Se ne sono infischiati. Desirée ha passato la notte in giro per Roma e non nella cameretta dove aveva dichiarato di trattenersi. Se ne è andata a zonzo per la Capitale e ha incontrato vari suoi fornitori di sostanze stupefacenti, delle quali faceva uso ad onta dell’età adolescenziale. In tal modo si è imbattuta in gentaglia che ha approffittato della sua debolezza allo scopo di sopraffarla, sottometterla a pratiche sessuali vergognose, ammazzandola. Chi frequenta spacciatori e simili individui difficilmente la fa franca. Se poi si tratta di una povera fanciulla sbandata è fatale che diventi vittima di soprusi. Se ci è consentito, spettava ai genitori il compito di sorvegliare, educare e instradare la loro erede in maniera che non rischiasse di essere maciullata.

Desirée viene sicuramente da un contesto difficile. Il padre, spacciatore nella zona di Cisterna di Latina, la “instradava” picchiandola per non farla drogare. Per questo motivo la ragazza ha deciso di denunciare il genitore e cominciare a frequentare la Capitale, finendo in un vortice molto più grosso di lei fino alla notte dello stupro.

(Foto credits: Ansa)