Def: ok del Senato allo scostamento del deficit

di Redazione | 11/10/2018

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Il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza alla Nota di aggiornamento al Def. I voti favorevoli sono stati 165, 107 i contrari, 5 gli astenuti.

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Si tratta della risoluzione presentata dai capigruppo di M5S, Stefano Patuanelli, e Lega, Massimiliano Romeo, che autorizza allo scostamento chiesto dal Governo nella Nota di aggiornamento al Def dagli obiettivi di bilancio precedentemente stabiliti. In pratica si rinvia al pareggio di bilancio.

«La nostra intenzione – ha spiegato Patuanelli a margine dei lavori a Palazzo Madama – cercare di partire con il reddito di cittadinanza e quota 100 dopo il primo trimestre». «Io ritengo che in primavera – prosegue il capogruppo M5S al Senato – possono partire sia la riforma della Fornero che il reddito di cittadinanza: pensiamo che ci vorranno tre mesi per la questione dei centri per l’impiego, forse un mese in più. Ad aprile potranno partire i centri per l’impiego».

Tra gli impegni al Governo contenuti nella risoluzione presentata dalla maggioranza in Senato ci sono vari elementi. L’estensione della cedolare secca agli affitti dei locali commerciali, a partire dai cosiddetti ‘esercizi di vicinato’; promuovere iniziative, a livello europeo, per correggere l’unione bancaria; riqualificazione dell’area economica e ambientale di Taranto.

Nel documento si riferisce che i nuovi livelli di deficit/Pil (2,4% nel 2019, 2,1% nel 2020 e 1,8% nel 2021) servono per utilizzare le maggiori risorse disponibili per «interventi finalizzati, da un lato, a potenziare il tasso di crescita economica, destinando maggiori risorse agli investimenti pubblici e privati, riducendo la pressione fiscale sulle imprese per incentivare le assunzioni e il reinvestimento degli utili e sostenendo la domanda di beni e servizi, nonché dall’altro, interventi finalizzati al sostegno delle fasce più deboli per contrastare l’aumentata povertà e la disoccupazione giovanile e per favorire il ricambio generazionale attraverso la progressiva rimodulazione dell’accesso al trattamento pensionistico».

(foto Ansa/Di Meo)