Zingaretti: «Renzi? poco credibile, e questo governo pugnala alle spalle i giovani»

di Gaia Mellone | 10/10/2018

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, e candidato alla segreteria del Pd, durante un’intervista con Sky Tg 24 racconta la sua visione per il nuovo Partito Democratico: «Occorre cambiare, soprattutto chiamare al protagonismo una nuova generazione», e critica la gestione Renziana.

Nicola Zingaretti, l’orrore per la politica di oggi e il Def tutto sbagliato

Il candidato alla segreteria PD Nicola Zingaretti si dice «inorridito» dalla politica di oggi, che dall’alto del suo dirigibile «guarda dall’alto una condizione umana che sta tornando a essere drammatica». «Questi signori che governano – continua Zingaretti ai microfoni di SkyTg24 – stanno sbagliando la ricetta per l’Italia, dicono di farlo‎ per i poveri ma in realtà stanno impoverendo l’Europa e l’Italia». L’attuale governo Lega-M5S starebbe «sfruttando il malessere» legato alla povertà di 5 milioni di persone, senza davvero fare nulla per cercare di risolverlo. Un esempio? Il Def, che secondo il presidente del Lazio è tutto sbagliato: «Non stanno servendo l’Italia ma i propri partiti di appartenenza per non perdere la faccia e questo è molto brutto» e aggiunge «non c’è traccia di investimenti sulla scuola, la formazione, le
attività produttive», a sfregio degli elettori giovani, che vengono «pugnalati alle spalle» proprio dai partiti a cui danno i loro voti. I partiti di oggi, continua, tengono solo a »salvare la faccia» e non si occupano dei veri problemi del Paese, rifiutandosi ostinatamente di cercare vie concrete per trovare delle soluzioni. E proprio da questo deve ripartire il Partito Democratico: «La gente ci chiede per strada una alternativa».

Nicola Zingaretti, «reddito di cittadinanza? balle colossali»

Il candidato continua ad attaccare le manovre del Governo. Oltre al Def, anche il reddito di cittadinanza sarebbe uno specchio per le allodole: «Il reddito di cittadinanza con questa storia dei centri per l’impiego che a marzo dovrebbero funzionare è una balla clamorosa» dice, aggiungendo che l’unico motivo dietro a questa proposta è stato il voler mostrare qualcosa che non era mai stato fatto prima, e non l’intenzione di aiutare davvero la gente, e «questo è un fatto gravissimo». Fondamentale per la ripresa economica del paese è il rilancio degli investimenti: «L’Italia ha il problema che non riesce a spendere i soldi per l’affastellamento burocratico. Io avrei chiamato le Regioni, dicendo loro: facciamo un piano dei fondi che avete ‘in pancia’ e quello che vi serve per correre, e in tre anni apriamo 80 miliardi di euro di cantieri». L’Italia paga il «costo dell’incertezza» che  spaventa gli imprenditori, e questo «deve cambiare», sostiene, attraverso «una semplificazione dello stato» e un «alleggerimento dei nodi strutturali».

Nicola Zingaretti, basta Renzi ci vogliono nuovi volti

La colpa del tracollo di consensi e credibilità vissuta alle ultime elezioni dal Partito Democratico è colpa, anche, dell’ex segretario Matteo Renzi, a cui attribuisce la perdita di credibilità degli ultimi 5 anni. «Renzi non si vuole candidare… Io credo che questa nuova stagione ha un senso se si cimenta una nuova classe politica che non è segnata da quanto è avvenuto fino adesso». L’ex sindaco di Firenze però, è stato solo l’ultimo dei problemi del partito, e Zingaretti porta i numeri a sostenere la sua tesi: «Negli ultimi 10 anni: si partì nel 2008 con 12 milioni di voti, nel 2018 siamo a sei milioni. Per questo occorre cambiare, soprattutto chiamare al protagonismo una nuova generazione».

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Nicola Zingaretti, «Si alle primarie, ma serve una discussione vera»

L’avversario alla segreteria del partito, il senatore Matteo Richetti, aveva lanciato poche ore prima una proposta dai microfoni di Rai Radio1: «Le primarie del Pd? Le farei a novembre, altro che febbraio, ma di che stiamo parlando? La gente si chiede quando ripartiamo, gli elettori hanno il diritto di esprimersi», aggiungendo che se dipendesse da lui «il Congresso si farebbe il prima possibile, a novembre, magari fosse già il 25». Un’idea che non dispiace nemmeno a Nicola Zingaretti, che sostiene la necessità «prima della fase delle primarie» di fare discussioni concrete, perché, ha continuato «spesso l’unica occasione di iniziativa politica sono state in questi anni le primarie, e a volte le feste». Basta alle discussioni su Twitter o sulle pagine dei giornali: ; per entrare in una fase nuova «nei tempi che ci siamo dati prima delle Europee» bisogna parlarsi in maniera costruttiva,  «discutere senza litigare, dobbiamo saperci ascoltare l’un l’altro», per arrivare alla scelta del segretario del PD «sulla base di un confronto politico che non parta da posizioni precostituite». Zingaretti ha poi proseguito spiegando che il nuovo partito, sotto la sua guida, rimetterebbe « al centro le persone, la loro voglia di dibattere, di sentirsi coinvolti: una vita associata che rende una comunità forte» . «Il partito dei capi è fallito – ha concluso Zingaretti – bisogna costruire una nuova stagione di pluralismo interno».

Nicola Zingaretti, «la parola d’ordine è “alleati”» ma Faraone ribatte «smettila di fare il sondaggista»

Nicola Zingaretti parla della sua candidatura alla segreteria del PD come di un “bilancio”: «ho fatto esperienza con la politica estera, l’europarlamentare, l’amministratore – ha aggiunto – sono state esperienze formative che ti rendono più concreto e ti invitano più a puntare le orecchie alle persone e meno agli scontri». Se non l’abbiamo visto in televisione granché, è perché «stavo lavorando», e sopratutto non ha mai voluto prestarsi troppo alla dinamica dei talk show «perché mi rifiutavo di parlare male dei miei colleghi di partito, che invece era diventato uno slogan: costruire consenso contro i colleghi» .Zingaretti assicura di essere «attivissimo sui social» e di essere vicino alle persone, più che alla tarantella politica di scontri, attacchi e ribattute. Anche per questo, invita a partecipare all’evento “Piazza Grande“, da lui promosso a Roma che si terrà sabato e domenica prossima. «Non è un evento solo del Pd – ribadisce –  Ci sarà un protagonismo di persone che dicono ‘finalmente’. Discontinuità vera è smettere di pensare che tutto quello che non è Pd è nemico. C’è una bellissima parola che è ‘alleati’. Deve cambiare la proposta politica, poi le formule le troveremo». Zingaretti invoca meno divisione, che sarebbe alla base della perdita del conosco, ma le sue parole sollevano la polemica. Il senatore Pd Davide Faraone ha risposto alle sue dichiarazioni invitandolo a smetterla «di fare il sondaggista». Secondo Faraone, Zingaretti non fa altro che aumentare «divisioni in questa fase precongressuale» e gli ricorda che in questi anni lui «era parte della classe dirigente del Pd, non in viaggio su Marte, oggi non ha i titoli per giudicare la credibilità di Renzi. Basta con il fuoco amico», conclude.

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(Credit immagine:  ANSA/PASQUALE BOVE)