Laura Castelli e quel post del 2016 in cui difendeva le istituzioni ora attaccate dal M5S

di Enzo Boldi | 10/10/2018

Laura Castelli

Questione di incoerenza. Facendo una rapido – si fa per dire – viaggio attraverso la timeline del profilo Facebook della pentastellata Laura Castelli, ci si imbatte in un post datato 12 ottobre 2016 che parla della Manovra economica del governo Renzi. Una lunga dichiarazione nella quale si anticipa la conferenza stampa del M5S che spiegherà le ragioni delle critiche ai provvedimenti previsti nel Def 2017, ricchi di promesse e stime troppo ottimistiche.

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Un post che potrebbe essere riproposto oggi, ma sotto un’altra sponda. Tra le lunghe righe scritte dall’attuale Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, si esaltava il lavoro fatto dall’ufficio parlamentare di bilancio che aveva bocciato le previsioni di crescita stimate dalla maggioranza dell’epoca per il 2017. Bene. La stessa istituzione che ha ritenuto troppo ottimistiche le stime di crescita previste dal Def 2019 firmato Movimento 5 Stelle e Lega. Prima erano i «buoni» che svelavano il malaffare, ora gli stessi sono i «cattivi e politicizzati» che vogliono mettere solo il bastone tra le ruote del governo. Eppure sono le stesse persone.

Laura Castelli e l’incoerenza a Cinque Stelle

Il confronto tra il post di Laura Castelli del 12 ottobre 2016 e quello pubblicato sui canali social del Movimento 5 Stelle nella serata di ieri, mette in luce tutta l’incoerenza nelle valutazioni. Giudizi differenti in base al momento storico e al lato della barricata in cui ci si trova.

Pietro Grasso svela l’incoerenza

Sembra il gioco sulla Settimana Enigmista «Trova le differenze», ma se provassimo a invertire ruoli e tempi ne uscirebbe fuori solamente una confusione che fa rima con incoerenza. A far notare questa distonia – chiamiamola così – è stato l’ex Presidente del Senato Pietro Grasso, tirato in causa proprio dal Movimento 5 Stelle ieri sera in merito alla nomina di Giuseppe Pisauro, Alberto Zanardi e Chiara Goretti nell’Ufficio parlamentare di Bilancio.

 

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)