Negozi chiusi la domenica? Lidl avverte: «Ci sarà un calo delle retribuzioni»

di Redazione | 04/10/2018

negozi chiusi

Non si ferma il dibattito sugli effetti della chiusura dei negozi di domenica, una proposta avanzata in queste settimane dalla maggioranza di governo. L’ultimo intervento è quello delle imprese commerciali che potrebbero essere penalizzate dalle nuove regole, che hanno come obiettivo quello di archiviare la liberalizzazione del 2012 voluta dell’esecutivo Monti. Intervenendo stamattina al Consumer & Retail Summit di 24 Ore Eventi, a Milano, l’amministratore delegato Finanza di Lidl Italia, Luca Boselli – a nome dell’azienda – ha spiegato che se dovesse cambiare la norma sulle aperture domenicali «noi ci adegueremo, ma per assurdo a parità di ore lavorate è oggettivo che ci sarà un calo delle retribuzioni».

Negozi chiusi la domenica, Lidl: «Noi ci adegueremo, le retribuzioni caleranno»

Dunque, con le serrande abbassate arriveranno meno soldi nelle tasche dei lavoratori. A marzo scorso Lidl Italia ha siglato un integrativo di secondo livello che prevede una maggiorazione del 135% (rispetto al +30% del contratto del commercio) delle ore lavorate alla domenica. Boselli ha premesso il suo intervento spiegando che sul tema bisogna conciliare il servizio ai clienti con le esigenze di vita dei collaboratori. Per questo Lidl ha scelto, oltre alla maggiorazione, anche che il lavoro domenicale sia solo su base volontaria e «fino ad ora – ha detto il manager – non abbiamo avuto grossi problemi a coprire i turni».

Carrefour e Coop: «Si creerà una concorrenza sleale con l’online»

Anche le altre catene di supermercati considerano profondamente sbagliato chiudere la domenica. «Se questa è la volontà dei cittadini italiani sta a loro decidere, ma penso che sia un errore», ha dichiarato ancora al Consumer & Retail Summit Stephane Coum, operation director di Carrefour Italia. Coum ha ricordato di parlare non solo per la grande distribuzione, ma anche per gli imprenditori che hanno negozi nei centri commerciali‎ del gruppo. «Per noi la domenica è il secondo giorno di vendite, immagino anche per loro». Coum ha detto poi: «La decisione di fare le aperture h24 è anche per rispondere al fatto che abbiamo tutti la possibilità di fare ordini h24 su posti come Amazon Prime» e quindi inibire le vendite dei negozi fisici alla domenica «creerebbe una concorrenza sleale con l’online» e questo è un tema «fondamentale per chi deve prendere la decisione».

Infine, Maura Latini, direttore generale ha precisato che Coop Italia non è mai stata fautrice di «aperture indiscriminate e continue» ma pensa «che serva un equilibrio con le necessità di acquisto». «Il legislatore deve riflettere su un giusto equilibrio» ma se si andasse «a legiferare in modo restrittivo il commercio non si può non pensare che c’è anche l’online» e se si va a normare il commercio «non può essere escluso l’online» soprattutto in un momento in cui i consumi sono fermi.

(Foto di copertina da archivio Ansa: folla nei negozi del centro città in occasione dell’apertura dei saldi invernali a Torino. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MARCO)

TAG: commercio