L’Italia sotto attacco hacker: +31% nel primo semestre del 2018

di Redazione | 04/10/2018

attacchi hacker

Il pericolo corre direttamente lungo la fibra della connessione internet. L’allarme è stato lanciato dal consueto rapporto Clusit, relativo al primo semestre del 2018 e riguarda la sicurezza informatica del nostro Paese. L’anno in corso è destinato a essere quello più drammatico dal punto di vista della cyber-security, nonostante già il 2017 fosse stato complicatissimo nel settore.

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La presentazione del rapporto Clusit sugli attacchi hacker in Italia

Il dato che emerge dal rapporto Clusit presentato al Security Summit di Verona, oggi 4 ottobre, è emeblematico: nei primi sei mesi del 2018, gli attacchi hacker si sono moltiplicati, fissando l’asticella su un +31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il picco maggiore si è registrato a febbraio, con 139 attacchi.

Aumenta dell’80% il cybercrime, così come aumenta del 69% l’attività collegata al cyberspionaggio. I settori più colpiti sono quelli dell’automotive, della ricerca e dell’educazione e nel settore alberghiero (Automotive +200%; Research-Education +128%; Hospitability +69%). Ma in decisa crescita ci sono anche i crimini informatici nei settori Sanità (+62%), Istituzioni (+52%), nei servizi Cloud (+52%) e nel settore della consulenza (+50%).

A cosa si deve l’aumento degli attacchi hacker in Italia

Il tutto con una sicurezza e una padronanza dei mezzi sempre maggiore: gli attacchi effettuati attraverso l’utilizzo di semplici malware (che hanno, tra le altre cose, costi sempre più bassi) sono cresciuti del 61%. Sintomo, probabilmente, di una maggiore diffusione delle tecniche base di hackeraggio, ma anche della completa inadeguatezza dei sistemi di difesa delle reti delle principali aziende italiane (alcune delle quali si occupano anche di servizi informatici).

Si stanno espandendo anche le voci relative alle Cryptominers, ovvero quei virus che generano della valute digitali all’insaputa degli utenti. «Chi porta avanti questi attacchi – ha detto Andrea Zapparoli Manzoni, uno degli autori del rapporto Clusit – dimostra la propria capacità e la propria determinazione: punta a massimizzare il risultato economico con un approccio tipico della criminalità organizzata».