Moscovici attacca: «L’Italia come l’Ungheria, xenofoba e euroscettica»

di Gaia Mellone | 03/10/2018

moscovici

«Anche gli italiani hanno optato per un governo decisamente euroscettico e xenofobo che, sulle questioni migratorie e di bilancio, sta cercando di sbarazzarsi degli obblighi europei»: sono le parole di Pierre Moscovici durante l’intervento ad una conferenza presso la sede di Parigi dell’Ocse. Dichiarazioni pesanti che arrivano nelle stesse ore in cui il governo italiano annuncia di volersi «scostare dagli impegni presi con la commissione europea dal governo precedente».

Moscovici attacca l’Italia, «la correzione di Tria è un buon inizio ma non basta»

Giovanni Tria ha dichiarato davanti alla platea del convegno di Confindustria che è fondamentale per il nostro Paese riportare alti i livelli di investimenti, per promuovere una crescita economica sostanziale. Dello stesso parere è anche Moscovici, anche se non entra nel merito dei mezzi che vuole adottare il governo italiano per raggiungere l’obbiettivo. «Unica cosa, serve effettivamente che la politica condotta produca un surplus di crescita – risponde Moscovici quando gli viene chiesto come l’Italia potrebbe rilanciare la crescita- Da questo punto di vista, al momento opportuno, vedremo quali sono le previsioni del governo italiano e daremo le nostre, l’8 novembre».

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Moscovici entra anche nel merito delle possibili modifiche alla manovra economica del nostro Paese. Per il Commissario europeo per gli affari economici e monetari si tratta di «un inizio, un primo segnale positivo» ma che è necessario procedere passo per passo. «Aspettiamo per il 15 ottobre il progetto di bilancio italiano come quello degli altri Paesi della zona euro – continua – avremo un dialogo con il governo italiano sulla base di numeri dettagliati, non solo al livello del deficit ma anche del deficit strutturale che è più importante».

Moscovici, l’Italia smetta di mettere in discussione il ruolo dell’Europa

Pierre Moscovici non ci sta a vedere il nuovo governo italiano che continua a sfidare la commissione Europea, «presente per far rispettare le regole, regole che non sono stupide, regole che assicurano che un debito importante come quello italiano, come anche i debiti pubblici degli altri Paesi, siano sotto controllo». Regola da cui non si può decidere di scostarsi a piacimento, considerando anche che «l’Italia è un grande Paese membro della zona euro». Siamo a rischio sanzioni allora? Non proprio. Pierre Moscovici sottolinea che non parla di «procedure di infrazioni, sarebbe improprio». Il controllo dell’esecutivo Ue, spiega, è basato su due criteri:« l’ammontare del deficit nominale che deve essere inferiore al 3%, ma anche sulla base di come evolvono i deficit strutturali che devono ridursi. Il dato attuale è dello 0,6% per il 2019 per l’Italia come per altri Paesi». Con lo 2,4% però, avverte, c’è un serio rischio di deficit strutturale, ed ecco perché è necessario un dialogo costruttivo con l’Europa. Moscovici ribadisce che farà di tutto per far rispettare le regole, e che è nell’interesse del nostro paese che ciò avvenga, ma che non è «nostro ruolo fare i consulenti dei governi, in un senso o nell’altro». All’interno delle regole comuni c’è una libertà di mezzi, l’importante è che vengano rispettate.

 

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