Il direttore di banca che rubò un milione di euro ai ricchi per aiutare i poveri

di Redazione | 03/10/2018

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Il direttore di banca ruba un milione di euro dai conti correnti dei clienti più ricchi dell’istituto di credito per aiutare quelli più bisognosi. No, non è la trama di un film. Ma quanto realmente accaduto ad Udine. Protagonista della storia – come racconta oggi il quotidiano Repubblica (articolo di Luana De Francisco) – è Gilberto Beschiera, 50 anni, che vive nel piccolo comune di Forni di Sopra. Quando era incaricato di dirigere una piccola filiale di montagna aveva aiutato i correntisti meno facoltosi anche a costo di esporre la banca al rischio di rimanere scoperta. La sua è stata una piccola missione da Robin Hood: rubare risorse ai ricchi e darle ai poveri. La generosità gli è però costata casa.

Il direttore di banca che rubò un milione di euro ai ricchi per aiutare i clienti più bisognosi

Facendo di testa propria Beschiera ha distribuito un milione in 7 anni, accorgendosi troppo tardi che non ce l’avrebbe fatta. La nobile iniziativa gli è costata un’accusa di appropriazione indebita e di truffa. E il patteggiamento di due anni di reclusione, con pena sospesa dal gup con la condizionale, per la collaborazione dimostrata nel corso delle indagini. Dall’inchiesta è emerso che il direttore non intascò nulla, nemmeno un centesimo. I guai hanno poi travolto lui. Licenziato in tronco dalla banca, Beschiera ha oggi la casa sequestrata. Gli rimane al fianco la famiglia, ma non coloro che hanno tratto benefici dalle sue scelte. «Adesso c’è chi fa finta di niente. Nessuna solidarietà, nemmeno da chi ho aiutato», ha detto a Repubblica. Un epilogo amaro, amarissimo. «Ho sempre pensato che oltre a tutelare i risparmiatori fosse nostro compito soccorrere chi ha bisogno», ha spiegato. Si sbagliava. La sua era una visione troppo romantica per la banca, per il mercato. Non c’è stato modo di rimediare.

(Foto di copertina da archivio Ansa: alcune banconote da 50 euro in mano a un cassiere di una banca. Credit immagine: ANSA / LUCA ZENNARO)

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