Quella nota di aggiornamento al Def presentata, ma che non c’è

di Enzo Boldi | 02/10/2018

Def, Giovanni Tria

Di quel giovedì sera a Palazzo Chigi restano, per ora, solamente l’esultanza dal balcone di Luigi Di Maio e la sua promessa di abolizione della povertà. Manca, infatti, ancora il testo di quella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) che deve mettere nero su bianco tutte e proposte uscite e decantate ai quattro venti dalla maxi-riunione della maggioranza della scorsa settimana. Il clima – politico e non solo – attorno alla vicenda è abbastanza acceso, come mostrato anche dallo scetticismo dell’Eurogruppo ieri pomeriggio dopo l’incontro con Giovanni Tria.

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Ieri pomeriggio il Ministro dell’Economia non ha incontrato i rappresentanti dell’Ecofin in Lussemburgo, proprio per tornare in Italia e mettersi a lavoro per la stesura del testo definitivo della nota di aggiornamento del Def. Come raccontano Federico Fubini e Mario Sensini sul Corriere della Sera, il ritardo sul Documento economico e finanziario comincia a essere un vero e proprio giallo.

Dov’è finito il Def?

Al di là del tentativo di rassicurare tutto e tutti sul fatto che l’Italia riuscirà a far rientrare il rapporto debito/pil già nel 2019, nelle stanze di via XX Settembre il clima non è poi così tranquillo. Il motivo? I conti non tornano. Uno dei nodi principali riguarda il 2020, anno in cui la tenuta economica doveva reggersi sull’aumento dell’Iva. Doveva, ecco. La serata di giovedì ha tagliato questo aumento dell’imposta di valore aggiunto, rendendo complicato (insieme al mancato aumento del pil dello 0,7% sul prossimo anno) il reperimento dei fondi.

In attesa del Def, sale lo spread

Mentre in Italia lo stallo tra i tecnici del Ministero e gli esponenti della maggioranza, guidati dalla fronda M5S, blocca – ancora – la scrittura della nota di aggiornamento al Def, dall’Europa continuano ad arrivare chiari segnali di «intolleranza» al modo di fare di questo governo. Le promesse sono state fatte e condivise via social, ma il testo definitivo continua a latitare. E lo spread continua a salire.

(foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)