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Elon Musk accusato di frode, a rischio la sua leadership di Tesla

Elon Musk potrebbe perdere la sua carica di amministratore delegato di Tesla: colpa del famoso tweet in cui dichiarava di avere degli investitori pronti per la privatizzazione. Secondo le le autorità di regolamentazione federali si trattava di «dichiarazioni false e fuorvianti». La causa intentata a suo carico è una delle più significative inchieste della SEC durante l’amministrazione Trump.

Elon Musk sotto accusa, tutta colpa di un tweet

Alla base delle accuse presentate giovedì 28 settembre contro l’imprenditore ci sarebbe il tweet de 7 agosto in cui dichiarava di avere «finanziamenti garantiti» che gli avrebbero permesso di ritirare Tesla dalla Borsa. Una posizione che poi era stata ritrattata il 25 dello stesso mese, dopo aver inevitabilmente fatto impennare le azioni dell’azienda di auto elettriche. Secondo la Securities and Exchange Commission tali dichiarazioni erano state fatte con la consapevolezza di dire il falso, e valgono l’accusa di aver commesso frode per danneggiare gli investitori. Contro di lui la SEC vuole imporre la pena più grave: rimuoverlo dal suo incarico di amministratore delegato dell’azienda di cui è proprietario.

Nel testo della causa, riporta il New York Times, si legge che  Musk «sapeva o era spericolato nel non sapere» che le sue affermazioni non corrispondevano al vero, questo perché «Musk non aveva nemmeno discusso, molto meno confermato, termini chiave dell’accordo, compreso il prezzo, con qualsiasi potenziale fonte di finanziamento». Dal momento i cui la SEC ha intentato la causa, le azioni sono già crollate più del 12% nelle contrattazioni after-hours.

Elon Musk sotto accusa, «non ho fatto nulla di male»

A seguito dell’inchiesta lanciata dalla commissione, Elon Musk ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che «questa azione ingiustificata da parte della SEC mi lascia profondamente rattristato e deluso». Musk continua dicendo di aver «sempre agito nel migliore interesse della verità, della trasparenza e degli investitori. L’integrità è il valore più importante della mia vita e i fatti dimostreranno che non l’ho mai compromesso in alcun modo».  Anche gli amministratori di Tesla hanno rilasciato una dichiarazione schierandosi con il loro amministratore delegato: dichiarano di essere «pienamente fiduciosi in Elon, la sua integrità e la sua leadership nella società».

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Elon Musk sotto accusa, i dubbi antecedenti al tweet

Secondo quanto riportato dal New York Times, fonti interne all’azienda avrebbero dichiarato che la SEC aveva già approcciato l’imprenditore prima di depositare le accuse, ma Musk si era rifiutato di collaborare sostenendo di «non aver fatto nulla di sbagliato».

Ciò che è stata accertato è che Musk aveva effettivamente discusso, intorno alla fine di luglio, di privatizzare Tesla. L’interlocutore sarebbe stato un fondo di investimento che aveva appena acquisito una partecipazione del 5 percento dell’azienda. Si trattava però di conversazioni private e informali, quindi nulla era stato concordato. La politica SEC adottata nel 2013, infatti consente a una società di divulgare informazioni di mercato su Twitter solo dopo aver comunicato le proprie intenzioni agli investitori. La pubblicazione del tweet quindi sarebbe stata una mossa intenzionalmente fuorviante, ma pare che i regolatori stessero già esaminato se Tesla avesse ingannato gli investitori riguardo ai suoi obiettivi di produzione.

(Credit Immagine: © Patrick Fallon via ZUMA Wire)

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