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«Ma chi lo vorrebbe un dono così?»: la risposta di una mamma malata di cancro alle dichiarazioni di Nadia Toffa

Non si placano le polemiche sulle dichiarazioni di Nadia Toffa, che ha definito il suo cancro «un dono». La conduttrice è stata accusata di essere superficiale, di non aver avuto rispetto delle migliaia di persone che combattono il cancro da tanti anni e di aver diffuso un messaggio sbagliato. «Un dono è è un regalo. Io regalo fiori, libri, vestiti, gioielli.» ha scritto Francesca Macchi, e la sua riflessione, accompagnata da una foto in cui mostra il dito medio e la testa senza capelli, ha commosso centinaia di utenti di Facebook.

Il post contro Nadia Toffa,  «Chi lo vorrebbe un dono così?».

«Io ho un tumore metastatico a 35 anni, un bimbo che ad ottobre compie 9 anni e non so quanti compleanni festeggerò ancora con lui – scrive Francesca sul suo profilo Facebook – Chi lo vorrebbe un dono così?». La mamma triestina racconta di aver fatto sei chemioterapie in 4 mesi: «Mi hanno raccolta dal pavimento, mi hanno vestita, mi hanno imboccata, ho dovuto allontanare da casa mio figlio per non farmi vedere in certi stati vegetativi, ho vomitato, ho pianto, ho spaventato a morte chi mi ama, ho perso le ciglia, le soppraciglia, i peli e i capelli». Uno scenario di dolore, di stanchezza e di responsabilità verso i cari in cui molti malati di cancro si riconoscono ogni giorno. Un quadro ben diverso da quello dipinto da Nadia Toffa.

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«Il cancro è un dono senza scontrino»

«Ho dolori allucinanti da 6 mesi – continua a scrivere Francesca – Un cancro è come un dono ingombrante senza lo scontrino per poterlo cambiare, te lo tieni e basta.
Io parlo apertamente del mio cancro, scrivo su un blog del mio cancro, lo affronto con ironia, col sorriso quando posso, ma anche con la giusta serietà». Francesca infatti condivide sulla sua pagina molte foto che testimoniano la sua lotta contro il cancro. Spesso è sorridente, cerca di mandare un messaggio positivo senza mai sminuire il grande dolore e la paura che prova. «Non vivo la vita da malata se i dolori non mi costringono a stare stesa a letto. Voglio la normalità, voglio svegliarmi la mattina e chiedermi se il vestito grigio sta bene con le scarpe rosse non voglio svegliarmi e pensare “tachipirina o brufen”?».

«A cambiare sono le priorità»

Sicuramente, un’esperienza come quella di combattere un tumore rivoluziona la vita. Ma definirlo un dono è un’altra storia. «Il cancro, però bisogna dirlo mi ha aperto una finestra su un panorama nuovo – spiega Francesca nel suo post –  Questo panorama si chiama priorità. Ecco queste si che son cambiate. Le ho riviste tutte quante… e ho scoperto di avere una forza che non sapevo di possedere». Il cancro insegna a essere più forti, obbliga a trovare un senso di fiducia e di speranza anche nei momenti più bui, ma non è certo un dono. «Magari queste straordinarie cose le avrei scoperte durante un bel viaggio in Nepal o in Tibet, o inciampando su una cacca di cavallo. Insomma chi lo dice che mi ci voleva un cancro per arrivare a fare le considerazioni che sto facendo?» continua a scrivere Francesca.

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In un certo senso, per Francesca il cancro non è certo un dono, ma qualcosa, oltre ai dolori, le ha portato: la consapevolezza dell’importanza delle piccole cose.  «Il vero dono per me è un giorno vissuto senza dolori. Il dono è svegliarmi con la spensieratezza del domani. Il dono è non aver fretta di progettare il futuro perché non sai quanto è il tempo che ti resta.  Il dono è trovare una cura ai tumori metastatici. Il dono è la vita». Il post su Facebook si chiude con un chiaro riferimento, se ancora non si fosse capito, alle dichiarazioni di Nadia Toffa, offensive proprio perché pronunciate da una vittima dello stesso male:«Io, se potessi lo rifiuterei il dono con cui mi ritrovo oggi, se potessi darei una sberla in piena faccia a chi me l’ha offerto…come una una sberla in piena faccia è quella di definire un cancro come il mio un dono, da una che il cancro l’ha avuto».