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Castelfranco Emilia, dopo aver sparato a uno straniero si mettono pure a esultare

«Goliardia», ennesimo atto. A Castelfranco Emilia va in scena l’ennesimo episodio della serie che ha caratterizzato questa lunga estate del 2018: i colpi – dall’arma da fuoco alla fionda, passando per il fucile ad aria compressa o a piombini – nei confronti di uno straniero. L’episodio avvenuto nei giorni scorsi è stato riferito dalla Gazzetta di Modena, che ha dato per prima la notizia.

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Castelfranco Emilia, l’episodio degli spari a un pakistano

Il bersaglio di questa «caccia allo straniero», stavolta, sarebbe stato un 27enne pakistano, che stava tranquillamente passeggiando insieme ad alcuni amici. L’arma utilizzata questa volta da due persone italiane che stavano passando da lì in macchina è stata una pistola ad aria compressa. Un colpo ha anche raggiunto il pakistano al gomito (il ragazzo ha una prognosi di 14 giorni) e quest’ultima circostanza sarebbe stata persino motivo d’esultanza per i due.

Sull’episodio, ora, stanno indagando le forze dell’ordine, che hanno identificato i due presunti autori dell’aggressione analizzando alcuni video delle telecamere di videosorveglianza. Se dovesse essere accertata anche la circostanza dell’esultanza dopo il colpo d’arma ad aria compressa, i due potrebbero essere indagati anche per istigazione all’odio razziale.

Castelfranco Emilia, le indagini delle forze dell’ordine

I giovani hanno 21 e 23 anni e l’episodio si sarebbe verificato nella notte compresa tra sabato e domenica. Insieme a loro c’era anche una ragazza, che ha testimoniato contro di loro davanti alle forze dell’ordine, ammettendo che in precedenza i suoi due amici avevano effettuato anche altre azioni di disturbo della quiete pubblica.

Continua, dunque, l’onda lunga degli episodi di questo genere: 11 episodi nei mesi di giugno e luglio, quello controverso ai danni dell’atleta azzurra Daisy Osakue, una serie di altri casi simili negli ultimi giorni. Molto spesso la scusa che viene addotta dagli assalitori è quella della goliardia, del gesto diverso per combattere la noia. Ma sappiamo bene che il problema, in realtà, è molto più profondo.

FOTO: GIORGIO BENVENUTI – ANSA – KRZ