Il bivio del Movimento 5 Stelle: hai una casa? Niente reddito di cittadinanza

di Redazione | 24/09/2018

casa proprietà e reddito di cittadinanza

O la borsa o la vita, si diceva un tempo. Se, però, c’è da preparare la manovra economica e da aggiornare, quindi, la nota del documento di economia e finanza (Def), il binomio di venta o la casa di proprietà o il reddito di cittadinanza. L’una escluderebbe l’altro, secondo l’ultimissima ipotesi del Movimento 5 Stelle riportata dal quotidiano La Stampa come indiscrezione: i pentastellati starebbero facendo di tutto (audio di Rocco Casalino compresi) per convincere il ministero dell’Economia a inserire il reddito di cittadinanza nella prossima manovra.

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Casa proprietà e reddito di cittadinanza: il bivio del M5S

Il primo «taglio» per permettere ai conti dello Stato di essere possibilisti sull’inserimento del reddito di cittadinanza ha già riguardato gli stranieri: la misura previdenziale sarà soltanto per i cittadini italiani. Così facendo, si andrebbero a escludere un buon 30% della platea delle persone in condizione di povertà che rientrerebbero nel campo di applicazione del reddito di cittadinanza. Anche se, poi, bisognerà far fronte con l’eventuale incostituzionalità del provvedimento.

Oggi c’è di più: le persone che hanno nel loro patrimonio una casa di proprietà, infatti, sarebbero esclusi a priori dalla distribuzione del reddito di cittadinanza, ovvero da quei 780 euro al mese che lo Stato vorrebbe garantire loro. Una misura che rompe con il passato: il governo di Paolo Gentiloni, anche per il 2017, aveva garantito il cosiddetto REI – o reddito d’inclusione – anche per le persone che potevano essere proprietarie di un appartamento, fissando semplicemente il requisito a un ISEE di 6000 euro.

Casa proprietà e reddito di cittadinanza, l’ultimo tentativo per convincere il MeF

Un passo indietro, pur di inserire il reddito di cittadinanza nella manovra. Ma è ancora scontro sui numeri: secondo il Movimento 5 Stelle, per applicare questa misura, bisognerebbe stanziare 10 miliardi di euro (una stima dell’Inps, invece, ne prevedeva 35, al netto delle ultime modifiche della platea a cui dovrebbe essere destinata). Invece, secondo quanto trapela, la voce in manovra più sostanziosa dovrebbero essere i 6-7 miliardi che la Lega vuole inserire nella legge di bilancio per modificare la legge Fornero sulle pensioni. Il Movimento 5 Stelle le sta provando tutte: ma non è detto che il suo assalto al ministero guidato da Giovanni Tria vada a buon fine.