Soon-Yi difende Woody Allen e attacca la matrigna Mia Farrow

di Redazione | 17/09/2018

soon yi

Soon-Yi Previn, 47 anni, moglie di Woody Allen, e figlia adottiva di Mia Farrow, ha parlato. In una lunga intervista a Vulture, ovvero il New York Magazine, ha detto la sua sulle presunte accuse di molestie che da tempo vedono coinvolto il regista (nei confronti della figlia Dylan Farrow) e che hanno avuto un certo eco dal movimento #MeToo.

Soon-Yi e la relazione con il compagno della matrigna: Woody Allen

Il regista Allen e l’attrice Mia Farrow  iniziarono la loro relazione nel 1980. Al tempo Mia aveva già tre figli naturali avuti da Previn e quattro figli adottivi: tra cui anche Soon-Yi Previn e Moses Farrow, adottato dopo il divorzio con Previn. Nel 1985 Mia e Allen adottarono Dylan Farrow. Nel 1987 ebbero un altro figlio biologico, Ronan Farrow (il giornalista che con la sua inchiesta, poi Pulitzer, ha fatto scoppiare lo scandalo Weinstein).

Accadde che nel  1992 Mia scoprì che Allen aveva una relazione con la figlia Soon-Yi Previn: alcune foto della ragazza, nuda scattate dal regista e lasciate incustodite. Una relazione che fece scandalo. I due si mollarono ovviamente molto male. Mia Farrow iniziò una battaglia legale per avere l’affidamento di Moses, Dylan e Ronan. In questo caos  vengono mosse delle accuse di molestia sessuale verso Woody Allen nei confronti della figlia Dylan che all’epoca aveva 5 anni. Le presunte molestie sarebbero avvenute nel 1992. Dylan le ha ricordate nel 2014 in una lunga lettera al New York Times. Allen ha sempre negato le accuse, sostenendo che la giovane sia stata plagiata dalla Farrow.

Soon-Yi Previn in tutto questo si è sempre defilata. Fino a oggi. Parla ora per difendere il marito «da un’ingiustizia». Nella lunga intervista a Vulture racocnta la relazione conflittuale con la madre Mia. La definisce «violenta», e difende il regista. «Ciò che è accaduto a Woody è sconvolgente e molto ingiusto. Mia si è approfittata del movimento #MeToo e ha fatto sfilare Dylan come vittima. E una intera nuova generazione sente dire quello che non dovrebbe». Ecco uno dei ricordi di infanzia di Soon Yi:

«Non mi ero mai fatta un bagno da sola, perché all’orfanotrofio c’era una grossa vasca in cui entravamo tutti insieme. Lì sarei dovuta entrare da sola e avevo paura dell’acqua. Ma invece che fare ciò che si dovrebbe fare con un bambino Mia mi lanciò dentro»

Ricorda Previn come un padre. E definisce una strega la matrigna: «Tra di noi c‘era una gerarchia, Mia non ha mai cercato di nasconderlo. Fletcher era la stella, il bambino d’oro. Lei ha sempre apprezzato l’intelligenza, ma anche l’aspetto, i capelli biondi e gli occhi azzurri». Soon-Yi e l’altra figlia adottiva dovevano occuparsi invece delle faccende domestiche. «Provava a insegnarmi l’alfabeto con i blocchi di legno e quando sbagliavo, me li lanciava addosso o sul pavimento», ha aggiunto ricordando le tante violenze. Quando la ragazza aveva 10 anni Mia Farrow iniziò la relazione con Allen. «Inizialmente lo odiavo perché se stava con mia madre, una persona cattiva, doveva per forza essere cattivo anche lui», ha spiegato.

Un giorno, da adolescente Soon-Yi si ruppe una caviglia e il regista, oramai come un patrigno bis, iniziò ad accompagnarla a scuola mostrandosi molto gentile. I due trascorsero sempre più tempo inseme. Un giorno, davanti a un film di Ingmar Bergman, si baciarono. Da lì in poi i rotocalchi hanno scritto di tutto. Nel 92′ la Farrow scopre le foto e scoppia il putiferio. «Mi buttò fuori di casa – spiega ora l’attuale moglie del regista –  tagliò i miei fondi per il college». Quella stessa estate Mia dichiarò che Allen aveva abusato sessualmente della piccola Dylan.

Dylan Farrow, a differenza del fratellastro Moses, resta fedele alla sua versione e difende la madre, sostenendo che l’articolo con le dichiarazioni della sorellastra è ingiusto. «Mia madre non mi ha mai plagiato, ma è stata sempre al mio fianco, anche quando Woody Allen le scatenò contro una legione di avvocati, publicist e alleati come l’autrice di questo pezzo. Grazie a mia madre, sono cresciuta in una casa meravigliosa piena d’amore, creata da lei. Nessuno mi fa sfilare come vittima. Continuo a essere una donna adulta che da due decenni fa delle accuse credibili, supportate da prove», ha spiegato in una nota. Stessa linea il fratello, premio Pulitzer, Ronan  Farrow, che parla di «un lavoro da sicari, scritto da un’amica e ammiratrice di vecchia data di Woody Allen». «Come giornalista – ha twittato – sono scioccato dalla mancanza di accuratezza sui fatti, dal rifiuto di includere testimonianze oculari che contraddicano le falsità di questo pezzo, e dalla mancanza delle risposte di mia sorella».

(in copertina foto JACK GUEZ /ANSA)