Coca Cola potrebbe lanciare sul mercato una bibita alla Marijuana

La marijuana negli ultimi anni si è distaccata dal semplice mercato del fumo, entrando anche nel mondo della farmaceutica, dellacmoda, dell’alimentazione e della cosmesi. E adesso, anche delle bibite. Secondo Bloomberg, la Aurora Cannabis Inc. sarebbe in trattativa con Coca Cola per realizzare una bevanda alla cannabis.

Drink alla Cannabis, ma non è per sballarsi

Secondo fonti del sito Bloomberg, la compagnia di bibite sarebbe fortemente interessata a sviluppare delle bibite con all’interno il cannabidiolo, comunemente conosciuto come CBD, ovvero il componente chimico non psicoattivo presente nelle foglie di marijuana. Non è la prima compagnia a voler intraprendere questo sentiero, ma a fare la differenza è lo scopo finale. Non quello di creare un drink che stordisca o renda “allegri”, bensì che aiuti a diminuire il dolore fisico, le infiammazioni e i crampi. Un uso più medico che ricreativo.

Secondo una fonte rimasta anonima ma molto vicina alle due compagnie, Coca Cola e Aurora sarebbero «molto vicine a chiudere l’affare», ma le fonti ufficiali sono ancora in silenzio stampa, essendo le contrattazioni ancora private e segrete.

 

Contattata via e-mail da Bloomberg, una portavoce di Coca Cola Kent Landers ha declinato di commentare la notizia ma ha aggiunto che «insieme a molte altre aziende del settore, siamo molto interessati alla continua crescita di ingredienti non psicoattivi come il CBD nella realizzazione di bibite rivolte al mercato del benessere. Nessuna decisione è stata ancora presa». Insomma, la conferma ufficiale ancora non c’è, ma pare abbastanza sicuro che le due compagnie si stiano parlando, e che il progetto stia prendendo forma.

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Cannabidiolo, i benefici

Mentre il THC provoca effetti psicotropi, fino ad arrivare ad ansia e paranoia se consumato in quantità elevate, il CBD è un cannabinoide non psicoattivo, che non manderebbe quindi “su di giri”. Anzi, controbilancia gli effetti negativi di THC, avendo un effetto più sedativo. Sarebbero stati riscontrati infatti dei vantaggi nel combattere dolori cronici, anche se tali studi non sono stati riconosciuti dalla comunità medica internazionale. Il CBD pare abbia anche effetti benefici nel combattere diversi disturbi d’ansia, come il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) e il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC). Altri studi suggeriscono il cannabidiolo sia utile anche nel trattamento di altre malattie mentali, come la schizofrenia e il bipolarismo, e che porti ottimi risultati anche nella cura di acne, infiammazioni, convulsioni e nausea. Per comprare pomate o pastiglie a base di CBD non serve la ricetta medica, essendone la vendita legale in quasi tutta Europa.

(Credit Immagine: © GéRard Houin/Belga via ZUMA Press)

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