Cécile Kyenge finisce a processo per avere definito la Lega “un partito razzista”

di Redazione | 15/09/2018

Cécile Kyenge

Dopo essere stata definita “orango” e “scimmia” da noti esponenti dell’allora Lega Nord, l’allora ministro per l’integrazione aveva definito il partito “razzista”. Parole che, oggi, le hanno portato in dote una denuncia e un magistrato che ha accolto le proteste del ministro degli Interni Matteo Salvini.

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Lo spiega Liana Milella sulle pagine di Repubblica:

Salvini è contro i giudici, ma non tutti i giudici sono contro di lui. Ce n’è uno, anzi “una”, al secolo Stefania Di Rienzo, gip a Piacenza, che tra il capo della Lega e l’ex ministro Cécile Kyenge, sceglie il primo contro la seconda. Lei, prima bollata come un rango e poi presentata in una vignetta come una scimmia da esponenti del Carroccio, definisce razzista la Lega. Ma il gip Di Rienzo, contro la procura, ci vede la diffamazione e pretende l’imputazione coatta. Perché, a suo avviso, accusare la Lega di razzismo significa “attribuire al partito e ai suoi militanti idee e comportamenti di assoluto disvalore morale, giuridico e sociale” equiparandoli “a quelli del regime fascista e nazista che si è reso responsabile di gravissimi crimini contro l’umanità”.

L’eurodeputata ha direttamente commentato con due post su Facebook. Nel primo si legge: “Oggi, fuori dal tribunale di Piacenza, ho ricevuto parole di solidarietà da un militante leghista, dispiaciuto per la decisione di Salvini di denunciarmi per aver detto che la Lega è razzista. Questo gesto mi sembra la sintesi della faccenda. La causa va avanti, intanto ringrazio tutti i cittadini che sono accorsi in Tribunale per sostenermi nella battaglia. L’Italia umana c’è ed è la maggioranza. Insieme a questa Italia continueremo a combattere il razzismo, chiunque ne sia l’autore! È un obbligo costituzionale oltreché morale“.

Nel secondo, invece, le parole sono le seguenti:

Oggi a Piacenza: Salvini mi cita in tribunale, perché ho detto che la Lega è razzista. Secondo voi lo è? Giudicate voi. «Senti che puzza,scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani», Matteo Salvini, 2009. «Quando vedo la Kyenge penso ad un Orango», Roberto Calderoli, 2013. «Crediamo sia giunto il momento di prevedere sul treno degli appositi vagoni per extracomunitari, e delle carrozze riservate ai poveri italiani» rminio Boso e Sergio Divina, 2003. «Questo è un governo del bonga bonga», Mario Borghezio, 2013. L’accusa nei miei confronti è paradossale: negare le dichiarazioni razziste degli esponenti leghisti è negare la realtà. ps. Ho deciso di partecipare responsabilmente all’udienza, potevo scegliere di utilizzare l’immunità ma trovo giusto essere qui. Salvini non c’è.

(Foto credits: Ansa)