La cartomante che fa i «tarocchi» al fisco: evasi oltre 4 milioni di euro

di Enzo Boldi | 11/09/2018

Cartomante Perugia

Una cartomante è stata denunciata dalla Guardia di Finanza di Perugia per aver nascosto al fisco italiano oltre quattro milioni di euro. La donna ha incassato laute cifre negli ultimi quattro anni completamente in nero, emettendo fatture per meno di 100mila euro l’anno. Un fantasma per l’Agenzia delle Entrate, che però pubblicizzava la sua attività su numerose riviste patinate, diffuse a livello nazionale, e su numerosi emittenti televisive. Alla donna è stata contestata solo l’accusa di truffa, perché molte delle persone interrogate si sono rifiutate di sporgere denuncia.

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Quello scoperchiato dalla Guardia di Finanza di Perugia è una vera e propria organizzazione imprenditoriale che viveva attraverso un sistema di fatture sgonfiate. La cartomante non leggeva solamente i tarocchi, mettendo in mostra le proprie doti divinatorie, ma gestiva anche un call center con decine di operatori. Un’azienda che agiva nell’ombra e che in pochi anni ha incassato cifre che superano i quattro milioni di euro.

La cartomante che di tarocco aveva solo le fatture

Il sistema studiato dalla cartomante era ingegnoso e le ha consentito di non finire nel mirino del fisco per anni. Il call center di riferimento era un classico 899 – numero a tariffazione speciale, i cui incassi sono tracciabili -, ed è qui che la donna è riuscita a creare il suo sistema fraudolento. I suoi impiegati telefonici, quando si accorgevano di parlare con quello che poteva essere un buon cliente, invitavano a contattare lo studio in privato, dietro la scusa dell’esosità delle telefonate a un 899. Ed è qui che la truffa ai danni del Fisco avveniva lontano dalla luce del sole.

Il caso dell’uomo che ha pagato 240mila euro alla cartomante di Perugia

Una volta a colloquio privato con la cartomante, la donna riusciva a creare un percorso di fidelizzazione con il cliente attraverso rituali ad personam, tutti pagati a nero attraverso Poste-pay, vaglia postali, bonifici bancari in molti casi a beneficio di prestanome. Dalle indagini della Guardia di Finanza, alcune persone – soprattutto quelle afflitte da pene amorose – sono arrivati a versare fino a 240mila euro per le due doti di veggenza.

(foto di copertina: archivio Ansa)